di Maria Cristina Righi

Basta con le generalizzazioni e i luoghi comuni. Ci sono molte ’credenze popolari’ da demolire quando si parla di primi e secondi piatti già pronti e solo da scaldare: la qualità degli ingredienti, l’utilizzo di conservanti e soprattutto di glutammato monosodico tipicamente utilizzato come insaporitore. Per quanto riguarda gli ingredienti, le buone pratiche iniziate con le scelte a km zero, le eccellenze dei diversi territori sulla nostra penisola e le tante DOP interessano un numero sempre più alto di produttori, in grado di rispondere alle nuove richieste dei consumatori esigenti, informati e attenti alla salute. Stesso discorso anche per conservanti e insaporitori: ormai si tende a privilegiare prodotti più naturali e meno chimici. Infine le ricette della tradizione. Non è più necessario avere in casa mamme e nonne dalle mani d’oro, depositarie della sapienza antica nell’arte culinaria. Oggi è possibile davvero mangiare cibi genuini, proprio come preparati nella cucina di casa, ma pronti in un attimo, adatti alle abitudini di vita contemporanee. Come orientarsi tra le proposte che troviamo nel banco frigo dei supermercati? Cosa contengono i cibi pronti che scegliamo di portare in tavola?

"Da sempre la nostra mission è quella di dare al consumatore un piatto pronto, ma come fosse stato cucinato in casa – spiega Sabina Villani, direttore marketing Maletti e socia del Gruppo Villani – Tutti i nostri prodotti sono preparati secondo la ricetta tradizionale. I passatelli, per esempio, non contengono glutammato o conservanti. Il prosciutto Primovero è cotto con vero brodo naturale (carne suina, macis, ginepro, cipolle, carote, prezzemolo, pomodoro, patate, cannella, chiodi di garofano, semi di finocchio, pepe, paprica, aglio, acqua). Senza glutammato e senza aromi chimici. Cerchiamo di restare il più possibile fedeli alle ricette casalinghe, dove i conservanti sono ridotti veramente al minimo. Le nostre etichette sono semplici e chiare, comprensibili da tutti". Ecco, le etichette sono un passaggio chiave, a patto di sapere ’leggerle’ nel modo corretto.

La prima regola è che gli ingredienti sono elencati in base alla percentuale presente, in ordine decrescente di concentrazione. Quindi il primo sarà presente in quantità abbondante mentre l’ultimo sarà decisamente scarso. Poi si passa alla tabella dei valori nutrizionali: lì sono indicate le calorie, i grassi, i carboidrati, le proteine e anche le vitamine. Le valutazioni vanno fatte sull’equilibrio di queste componenti. Per esempio, nel caso dei grassi, viene indicata sempre anche la percentuale di acidi grassi, meno dannosi per la salute nella versione polinsaturi e monoinsaturi. Prendiamo un primo piatto tipico emiliano: i passatelli, preparati con ingredienti di eccellenza, semplici e ricchissimi di proteine nobili. Nella ricetta tradizionale ci sono formaggio grana, uova, farina di grano tenero tipo 00, pangrattato, sale, noce moscata. Se sull’etichetta si trovano tutti questi ingredienti nello stesso ordine, allora ci si può fidare.