di Alessandro Malpelo

In Italia sono stimati quest’anno 377mila nuovi casi di tumore, circa 6mila in più rispetto allo scorso anno: 195mila negli uomini e 182mila nelle donne (nel 2019 erano 196mila e 175mila).

L’incremento riguarda essenzialmente le donne, essenzialmente per l’aumento dei casi di cancro al polmone legato al fumo di sigaretta. Ma c’è una notizia confortante, crescono infatti le guarigioni, grazie alle nuove terapie e agli screening, tanto è vero che la schiera dei sopravvissuti dopo diagnosi di cancro è cresciuta (+37%) rispetto a 10 anni fa, e non si ferma qui. Considerazioni che emergono del rapporto intitolato “I numeri del cancro in Italia 2020”, presentato a Roma all’Istituto superiore di sanità (ISS).

Siamo alla decima edizione di questo dossier, frutto del lavoro degli specialisti dell’Associazione Italiana Oncologia Medica (AIOM), con l’Associazione Registri Tumori (AIRTUM), la Società Italiana di Anatomia Patologica, Fondazione AIOM, PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia). "Aumentano le diagnosi di melanoma e di tumore del pancreas in entrambi i sessi – ha argomentato Giordano Beretta, presidente nazionale AIOM, nonché responsabile dell’Oncologia medica alla Humanitas Gavazzeni di Bergamo – tra le donne, continuano a salire i numeri del carcinoma polmonare, in particolare nelle over 70, principalmente a causa del fumo di tabacco. In crescita anche le diagnosi di carcinoma mammario, soprattutto nelle under 50, anche come conseguenza dell’estensione della fascia d’età sottoposta a screening in alcune Regioni. In calo, negli uomini, le neoplasie prostatiche, per il minor ricorso al PSA come test di screening. E risultano in calo, in entrambi i sessi, i tassi di incidenza per i tumori dello stomaco e del fegato, per cui si può ipotizzare un effetto della vaccinazione anti epatite B e dei trattamenti con antivirali ad azione diretta per l’epatite C. L’efficacia dello screening nel tumore del colon-retto è evidente non solo nel costante calo delle diagnosi, ma anche nel miglioramento della sopravvivenza a 5 anni, aumentata dal 52% degli anni Novanta al 65% attuale, anche per l’efficacia delle terapie negli stadi più avanzati".

A fronte di terapie più efficaci, le note dolenti restano quelle relative agli scorretti stili di vita: circa il 40% dei nuovi casi di tumore sarebbe potenzialmente evitabile. A fare la differenza è la prevenzione. La pandemia ha peggiorato la situazione con lo stop agli esami. Gli screening "non sono ancora ripresi dappertutto e persiste una situazione a macchia di leopardo tra le Regioni. Il fatto – spiega ancora il presidente Aiom, Beretta – è che in varie realtà i nuovi inviti a effettuare gli screening non sono ancora ripartiti, perché il personale delle Aziende sanitarie è impegnato a convocare le persone per i tamponi e non riesce ad avviare i cittadini agli screening". Ma il Covid-19, ammonisce, "non può diventare un alibi e una giustificazione per la mancata ripresa degli esami oncologici".