di Ciro Vestita

Il terremoto più devastante e “rancoroso”di sempre fu quello di Lisbona del 1755. Il mattino del 1° novembre, festa di Ognissanti. Gran parte dei Lisbonesi era in chiesa a pregare. Alle 9.30 la terra iniziò a tremare in modo violento (grado 11 della scala Mercalli); le immense chiese gotiche si sbriciolarono in un istante uccidendo gran parte dei fedeli; dopo pochi minuti altre tremende scosse distrussero anche le abitazioni più modeste in legno.

La prima cosa che i portoghesi fecero (ed era la più ovvia) fu quella di trasferirsi in massa sulla spiaggia ove non c’era nulla che potesse crollare. E qui la beffa (o secondo altri un’altra punizione divina): un maremoto con onde alte venti metri investì il litorale uccidendo in modo violento ben trentamila poveracci.

Danni (anche se piu’ modesti) si ebbero anche nella vicina Cantabria. L’impatto emotivo fu devastante; molti pensarono ad una severa punizione divina con una conseguenza allucinante: la Santa Inquisizione che in tutta Europa stava scomparendo, accentuò in Spagna e Portogallo il suo potere. Una delle vittime illustri di questa follia fu anni dopo Francisco Goya, reo, secondo il clero, di aver dipinto la Maya Desnuda, opera peccaminosa che avrebbe potuto, secondo i soloni della Inquisizione, scatenare una nuova punizione divina.

Dopo questo disastro il Portogallo non fu più lo stesso; venne abbandonata la politica coloniale (che riforniva cibo e spezie) ma soprattutto iniziò un periodo di carestia per un motivo semplicissimo: gran parte della economia di Lisbona era basata sulla pesca delle acciughe. Le alici Lisbonesi e quelle Cantabriche sono le migliori al mondo; ma il maremoto aveva distrutto i fondali e ci vollero più di dieci anni affinchè la pesca ritornasse produttiva. Un disastro. E giacchè ci siamo parliamo di alici elencandone i meriti: sono pesci che vivono poco e quindi non hanno il tempo di accumulare mercurio (a differenza di tonni e spada).

Sono ricchissimi in acidi omega tre, gli acidi salvacuore, e costano pochissimo (8 euro al chilo contri i 40 delle spigole).