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Perché i giovani iniziano a fumare? Ecco come farli smettere

La campagna Respiriamo Insieme, un concorso per le scuole.

30/05/2024
31 maggio, Giornata mondiale anti tabacco - Crediti iStock Photo

Nella fase di transizione dall’infanzia alla pubertà, gli adolescenti vedono nel fumo una forma di emancipazione nei confronti degli adulti. Ma quali sono le motivazioni che spingono i giovani a fumare? Esistono delle soluzioni efficaci per convincere un adolescente a dire addio alla sigaretta? Le cause che spingono un ragazzo o una ragazza a provare (le femmine non sono da meno dei maschi) sono principalmente psicologiche e sociali. Il fumo di sigaretta, o le alternative teoricamente meno dannose (tipo e-cig e tabacco riscaldato) sono vissute, in maniera ingannevole, come un segnale di crescita ovvero di emancipazione. La pressione sociale porta alla dipendenza da nicotina. Oltre che affermarsi in qualità di adulti, gli adolescenti fumano per ribadire la loro appartenenza a un gruppo e, secondo gli psicologi, si sentono socialmente rassicurati.

 

Come motivare un adolescente

  • Coinvolgimento. Se sei un genitore, parla della tua esperienza di ex fumatore con i figli. Parla delle difficoltà di rinunciare al fumo e rendili consapevoli della frustrazione di sviluppare una dipendenza.
  • Terapie. I sostituti della nicotina (NRT), il bupropione, la vareniclina e la citisina vengono prescritti dal medico di famiglia, e raccomandati nei gruppi di mutuo aiuto dei centri antifumo, come coadiuvanti per alleviare i sintomi di astinenza dalla nicotina all’interno di un percorso di disassuefazione.
  • Condivisione. Occorre affrontare il problema del fumo negli adolescenti anche attraverso il dialogo nei diversi contesti (scuole, sport, associazionismo, media) cercando di coinvolgere attivamente i giovani negli stili di vita responsabili e offrendo loro supporto nel percorso per smettere senza colpevolizzare.

 

Le statistiche

Negli ultimi anni, il fumo di sigaretta si è ripresentato in termini problematici nelle nuove generazioni. Secondo gli specialisti dell’Associazione Italiana di Oncologia Toracica (Aiot), il 36% degli studenti tra i 14 e i 17 anni ha fumato almeno una volta durante la pubertà, un quinto degli adolescenti di età superiore ai 15 anni è diventato un tabagista abituale. Nella fascia di età tra gli 11 e i 13 anni, uno su dieci ha già sperimentato il fumo.

 

Per combattere questa tendenza, Aiot ha lanciato la campagna Respiriamo Insieme, e bandito un concorso per le scuole. Gli studenti sono invitati a creare videoclip, storie illustrate e opere d’arte che mettano in luce gli effetti negativi del fumo sulla salute.

 

Testimonianze

Ilaria Attili, medico della divisione Oncologia Toracica dello IEO di Milano, ha sottolineato l’importanza di affrontare il problema con gli insegnanti. Spesso, le prime sigarette vengono accese negli intervalli tra una lezione e l’altra. Pertanto, le attività didattiche in classe possono essere un modo efficace per affrontare il tema.

 

Occorre tenere presente anche i danni oggettivi legati alle sigarette. Asma, enfisema e bronchite cronica sono aggravate dall’azione lesiva dei prodotti della combustione del tabacco. Per quanto riguarda il carcinoma del polmone, questo rappresenta l’11% di tutte le nuove diagnosi di tumore nella popolazione in generale. Filippo de Marinis, presidente Aiot, sottolinea che la prevenzione primaria deve iniziare dai giovani, e la scuola è un luogo strategico per discuterne. La campagna Respiriamo Insieme mette in guardia anche sui pericoli del fumo passivo, che può aumentare fino al 50% il rischio di tumore polmonare.