di Olga Mugnaini

Rinfrescare la pelle del viso con detergenti non aggressivi, applicare un dermocosmetico funzionale che possa spegnere le infiammazioni e soprattutto massaggiare bene le creme per farle assorbire. Ecco cosa si deve fare, su consiglio dei dermatologi, prima di indossare la mascherina necessaria per difendersi dal Covid. Sono queste le semplici regole da attuare prima di “armarsi” della mascherina protettiva, che sia la Ffp2, chirurgica o di stoffa, per aiutare la propria pelle, specialmente quando si soffre di acne, rosacea o altre malattie della cute.

I consigli che arrivano dal 94° Congresso nazionale della la Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMaST), quest’anno in versione digitale.

"La mascherina protettiva – ha spiegato il professor Giuseppe Monfrecola, dell’Università di Napoli Federico II – produce un microambiente ovviamente diverso rispetto alla cute libera, ma questo non vuol dire che quanti soffrono di acne, rosacea o altre malattie della pelle non debbano metterla, anzi devono indossarla con tranquillità. Bisogna solo fare attenzione all’igiene e ad usare i giusti prodotti. In particolare occorre prestare maggior cura nello spalmare i prodotti utilizzati facendoli ben assorbire". In caso contrario, infatti, si crea una doppia copertura: quella della crema e quella della mascherina che possono produrre sofferenza alla cute. Ma se viene fatta questa operazione si può indossare la mascherina e star tranquilli.

Il problema non è di poco conto, se si considera che l’acne interessa l’80% dei soggetti di età compresa tra i 10-12 fino ai 35, per un totale circa 4 milioni di persone. La rosacea invece, malattia infiammatoria cronica, circa 3milioni e 200mila persone tra i 20 e i 55 anni.

"Vorrei ricordare che le mascherine non danno disturbi alle persone con una pelle sana che le portano peraltro per tempi spesso contingentati – prosegue Monfrecola –. Diverso, naturalmente, è il caso di medici, infermieri e del personale che lavora nei reparti Covid: tutti abbiamo visto i segni sul viso causati dall’indossarle per ore e ore. Per tutti gli altri non ci sono controindicazioni né possibili sensibilizzazioni. Anzi paradossalmente la mascherina tende ad idratare la pelle in quanto con il proprio respiro si crea un microambiente caldo umido. Ad oggi quindi c’è solo un rischio: non metterla!".

Tra i dispositivi di protezione antiCovid c’è poi il gel. Ci detergiamo le mani sempre più frequentemente nell’arco della giornata. E allora, cosa fare per proteggere mani e unghie? "Va tenuto conto che se una persona adulta lava le mani dalle 6 alle 10 volte in condizioni normali, oggi tendiamo a duplicare questo numero – spiega la professoressa Bianca Maria Piraccini, direttrice della Scuola di Specializzazione di Dermatologia e Venereologia dell’Università di Bologna – Mediamente solo una su 10 usa un detergente leggero e solo una su 30 usa una crema idratante su pelle e unghie dopo la detersione". Inoltre, quando entriamo nei negozi, nei bar usiamo sostanze chimiche, gel detergenti e antimicrobici e si calcola che questo accada almeno 20-30 volte al giorno. "La conseguenza è una forte disidratazione sulla cute – prosegue Piraccini –. Il primo consiglio è privilegiare l’acqua e il sapone rispetto al gel sanificante. Ma poiché entrambi disidratano la pelle e indeboliscono le unghie, l’incidenza di dermatite irritativa può aumentare. E con l’inverno e il freddo tutto peggiora. Per cui il consiglio è lavarsi sempre la mani con attenzione, usando però dopo una crema idratante".