Pancafit, e dai un calcio al mal di schiena

Una tecnica fisioterapica basata sul riequilibrio posturale che si avvale di una speciale panca di legno

22/06/2022 - di Loredana Del Ninno

Mal di schiena, tensioni muscolari, rigidità. E ancora infiammazioni e problemi temporo-mandibolari. Sono alcuni dei disturbi che possono migliorare grazie a Pancafit, una tecnica fisioterapica di riequilibrio posturale con approccio globale, nata come costola del metodo Mezieres, che sfrutta il gioco delle retrazioni e accorciamento delle catene muscolari responsabili di  numerosi dolori e diversi dismorfismi, come scoliosi, iperlordosi e cifosi.

COME AGISCE

Una seduta di Pancafit – spiega Daniele Raggi, fisioterapista e docente per dieci anni al Master di Posturologia all’Università la Sapienza di Roma e ideatore del metodo– restituisce benessere attraverso un allungamento muscolare globale eseguito in postura corretta. La tecnica agisce sottraendo progressivamente le compensazioni che il corpo ha messo in atto nel corso della vita per sfuggire ai dolori e ai fastidi. Durante il trattamento si riporta il corpo indietro nel tempo per rievocare e superare i vecchi traumi dimenticati dalla mente ma non certo dal corpo”.

La panca dove si esegue il trattamento

COME E’ NATO

Il Pancafit – prosegue Raggi – è basata sull’importanza della catena muscolare posteriore, un’organizzazione che si estende dalla cima della testa ai talloni, la cui evoluzione ha portato l’uomo dalla quadropedia alla posizione eretta. Le errate posture dovute al tipo di lavoro che si pratica, allo stress, ai traumi, alle cicatrici e ai disordini emotivi possono scatenare tensioni muscolari, comprimendo le articolazioni, compromettendone libertà e  funzionalità, generandoin certi casi ernie e protrusioni. L’accorciamento delle catene muscolari pregiudica quindi le nostre performance quotidiane. Ho ideato la tecnica partendo da un problema personale che non ero riuscito a risolvere in altro modo”.

LO STRUMENTO

Per mettere in pratica  Pancafit – aggiunge Raggi – ho messo a punto una speciale panca di legno a forma di V, apribile con angolazioni diverse a seconda delle esigenze del paziente, dove il paziente si sdraia e si sottopone alla seduta. La gravità agisce sul corpo schiacciandolo con la forza di un chilo ogni centimetro quadrato del corpo e, attraverso apposite manovre eseguite dal fisioterapista,  le anomalie del tono della catene muscolari vengono ‘resettate’, con il conseguente miglioramento o scomparsa dei disturbi”.

QUANDO SERVE

Pancafit è indicato in tutte le patologie osteo-muscolo-articolari generate da traumi, incidenti, occlusioni dentali anomale o dalla presenza di cicatrici. “Il trattamento deve essere modellato alle esigenze di ogni singolo paziente – precisa Davide Landi, fisioterapista alle Terme di Riolo, in provincia di Ravenna e specializzato nell’esecuzione della  tecnica -. Si parte dall’anamnesi che ripercorre la storia clinica del paziente, risalendo a eventuali traumi avvenuti anche durante l’infanzia e valutando l’eventuale  presenza di ernie e lombosciatalgie”.

LA SEDUTA

Il paziente viene invitato a distendersi sulla panca e a eseguire per tutta la durata del trattamento la respirazione diaframmatica, che si ottiene gonfiando la pancia ed espirando dalla bocca. Il terapeuta esegue manovre specifiche su tutto il corpo a seconda del disturbo da trattare. Anche il numero delle sedute necessarie dipende dall’entità del problema e oscilla da sei a 12. Si parte di solito con un trattamento alla settimana, per giungere a una seduta di mantenimento una volta al mese o ogni 15 giorni a seconda della reazione del paziente”.

CI SONO CONTROINDICAZIONI?

Pancafit è adatto ai pazienti di tutte le età- “Non esistono controindicazioni particolari – conclude Landi -. Il trattamento è d’aiuto anche nei casi di difetti posturali che interessano i bambini come il valgismo degli arti inferiori (gambe a X).