Il codice

di Ammurabi è divenuto famoso non tanto per la minuziosa legislazione che regolò per secoli la vita di Babilonia, quanto per la frase "occhio per occhio, dente per dente", lapidaria legge secondo la quale se usi le mani per rubare io te le taglio.

Ma nel 1942 il generale Mario Roatta, comandante della II armata in Jugoslavia, secondo gli input dettati da Mussolini andò molto più in là del buon Ammurabi; affermò infatti che era ora di cambiare l’immagine dell’Italiano buonista e generoso: al nemico bisognava applicare la ferrea legge di "testa per dente ". In soldoni per i partigiani slavi (ed anche per la popolazione civile) per un minimo sgarro c’era la fucilazione. Il tutto verso un popolo fratello che solo poche miglia marine dividono dall’Italia. La Jugoslavia nel dopoguerra lentamente si riprese dalle devastazioni italo-tedesche grazie soprattutto ad una fiorente agricoltura.

Il prodotto tipico sono le leguminose soprattutto le fave. La loro produzione è fortemente aumentata soprattutto dagli anni ’60 in poi allorché la Puglia ha iniziato a sostituire queste coltivazioni con enormi ed immensi impianti di uva da tavola. Le fave sono da sempre una meraviglia botanica; infatti sono ricchissime in azoto (fertilizzante naturale) per cui in inverno con la tecnica del sovescio, arando sopra queste coltivazioni, si crea una ottima concimazione naturale per viti ed olivi senza nemmeno un milligrammo di chimica.

Dal punto di vista nutrizionale le fave fresche sono legumi altamente rinfrescanti, ricchi in proteine ma soprattutto in fibre idrosolubili; questo vuol dire che sono adattissime in tutti i regimi dietetici; mangiandole infatti ad inizio pasto le fibre nell’intestino si riempiono di acqua creando un forte senso di sazietà. Le calorie apportate sono davvero minime, appena 60 per etto (un piatto di pasta ne ha 400). Si possono mangiare crude (con un pizzico di sale ed una fetta di pecorino, piatto celestiale) o cotte in magnifiche zuppe con miglio e grano saraceno.