di Alessandro Malpelo

Fino all’80 per cento delle persone che assumono statine o altre terapie ipolipemizzanti (cioè per abbassare i valori di lipidi nel sangue) non raggiunge i livelli raccomandati di colesterolo LDL, e questo comporta un aumentato rischio di infarto o ictus. Come abbassare questi valori secondo le linee guida internazionali? La risposta è venuta da varie indagini presentate al congresso ESC, European Society of Cardiology. Cominciamo citando i risultati dello studio multicentrico Da Vinci. "Si tratta di un trial europeo – ha scritto Stefano De Servi, ospedale Multimedica, capofila dei ricercatori italiani – incentrato su persone che avevano avuto un episodio cardiovascolare: un infarto miocardico nel 22% dei casi e un ictus nel 40% circa dei casi, mentre poco meno del 40% era rappresentato da pazienti con arteriopatia periferica – precisa il cardiologo –. L’età media era di 68 anni e nel 40% dei casi i pazienti erano anche diabetici".

Nella maggior parte dei casi i pazienti erano in terapia con statine, nel 9% dei casi la statina era associata a ezetimibe e una minima percentuale di pazienti, l’1%, assumeva un inibitore del PCSK9. "Solo il 39% dei pazienti in prevenzione secondaria ha raggiunto il target delle linee guida, vale a dire 70 – sottolinea De Servi – . I pazienti in terapia con PCSK9 hanno raggiunto i target del 2019 nel 58%, rispetto ai pazienti in terapia con statine più ezetimibe che si sono fermati al 54% rispetto al target di 70 mgdl e solo al 20% nel caso del target 55 mgdl".

Cosa fare per migliorare questi numeri? "I pazienti dovrebbero avere un rapporto più costante con gli specialisti. – suggerisce l’esperto –. una possibilità di miglioramento è rappresentata da un maggiore utilizzo di ezetimibe, e gli inibitori del PCSK9 dovrebbero avere un più ampio impiego". Altra notizia, sempre scaturita dal congresso europeo di cardiologia (ESC), riguarda i risultati di uno studio di estensione che ha mostrato che l’aggiunta di acido bempedoico ha ridotto significativamente il colesterolo LDL del 14,4%. Questo studio ha mostrato che il trattamento è ben tollerato, ii risultati sono stati ottenuti senza incremento degli eventi avversi complessivi.

I temi inerenti il colesterolo sono stati trattati, nondimeno, anche al 51° congresso dell’Associazione nazionale dei cardiologi ospedalieri (Anmco, presidente Domenico Gabrielli) a Rimini. Argomenti che verranno riproposti a Firenze, Fortezza da Basso, 1-2-3-4 ottobre, al congresso “Conoscere e curare il cuore“, evento promosso dal professor Francesco Prati presidente del Centro Lotta contro l’Infarto Fondazione Onlus. Nel corso dell’assise fiorentina si parlerà di cardiologia a tutto tondo, valori pressori, tecniche di imaging, microbiota intestinale e cardiopatie ischemiche, sindrome coronarica, ultima generazione di farmaci per il diabete, unità coronarica e complicanze vascolari del Covid-19.