Con l’estate alle porte è forte la voglia di sole e di abbronzatura che viene solitamente considerata come sinonimo di salute. Ormai sappiamo tutti che i raggi solari accumulati durante la vita possono essere dannosi, non soltanto dal punto di vista estetico (rughe, xerosi, perdita di elasticità, iper-pigmentazioni), ma possono portare anche alla formazione di tumori. Avverte la dottoressa Maria Luisa Battifoglio (nella foto piccola a destra), specialista in Dermatologia e Venereologia di Vedano Al Lambro, Monza: "Oltre al ben noto melanoma ci sono altri tumori cutanei che, oltre a fattori predisposizione genetica, potremmo definire fotoindotti. Tra questi spicca il carcinoma spinocellulare, che è un tumore invasivo e il suo precursore, la cheratosi attinica, alla quale oggi si dà molta importanza, sia perchè da essa derivano la maggior parte dei carcinomi spinocellulari, sia perchè ha un’incidenza molto alta tra la popolazione caucasica. La cheratosi attinica è più frequente nei soggetti con fototipi chiari e compare nelle aree fotoesposte, si presenta come una lesione eritematosa, desquamante, ruvida, talvolta francamente crostosa".

La sintomatologia? "Di solito è asintomatica – spiega da dottoressa –, ma può anche causare prurito o bruciore. Spesso si tratta di lesioni multiple su zone esposte e foto-danneggiate come cuoio capelluto, volto e il dorso delle mani. I soggetti più colpiti sono gli adulti, over 40, e sono il risultato di una cronica e sbagliata esposizione solare: il danno cutaneo è cumulativo, la pelle ha memoria, tutti i maltrattamenti a cui la sottoponiamo si sommano… e prima o poi ci si trova a pagare il conto! Quindi, data la forte possibilità di evoluzione è necessario riconoscere queste lesioni, cercare di prevenirle e trattarle".

Utile soprattutto per i soggetti più a rischio è effettuare periodici controlli dermatologici, ma anche e soprattutto è utile per tutti un’educazione all’esposizione solare che deve partire dalla giovane età, con consigli su modalità e tempi di esposizione, evitare abbronzatura artificiale ed utilizzare filtri solari, oggi sempre più specifici, in maniera adeguata. Oggi esistono fotoprotettori che contengono principi attivi in grado di limitare i danni cellulari fotoindotti e, quando richiesto riparare e lenire i tessuti colpiti.

E nello specifico? "Per quanto riguarda la terapia delle cheratosi attiniche abbiamo a disposizione trattamenti che devono tenere conto del tipo e numero delle lesioni, del fototipo e dell’età del paziente – precisa la dottoressa Battifoglio –. Di solito, per le lesioni singole si ricorre alla crioterapia con azoto liquido, al curretage o al laser, da soli o in associazione con agenti cheratolitici in preparazione al trattamento. Più frequentemente si preferisce trattare anche la cute circostante alla lesione, solitamente danneggiata e terreno fertile per lo sviluppo di nuove cheratosi, in questo caso si utilizzano farmaci topici che contengono principi attivi diversi. Tra questi ricordiamo il Diclofenac, l’Imiquimod, il 5 Fluorouracile, l’Ingenolo Mebutato: si tratta di creme o gel che hanno tempi diversi di applicazione e risposta e vengono scelti in base al numero e sede delle lesioni e alla compliance del paziente. Per il trattamento di zone ampie (cuoio capelluto in toto, volto) il trattamento più indicato e la Terapia Fotodinamica PDT".

Di cosa si tratta? Spiega la dottoressa: "La PDT prevede l’utilizzo di un farmaco topico (ac 5 amminolevulinico o metilaminolevulinato cloridrato), in grado di penetrare e distruggere le cellule danneggiate dopo attivazione da parte di una sorgenza luminosa, che può essere artificiale (trattamento più rapido e doloroso) o naturale con la luce solare (richiede circa due ore di esposizione) con risultati sovrapponibili. Spesso si effettuano trattamenti combinati associando o alternando i topici ai trattamenti fisici. Per concludere direi che il sole e la luce sono fonte di vita, ma talvolta la non conoscenza e l’esagerazione possono portare a spiacevoli conseguenze che si possono prevenire ed evitare o curare".