Siamo un popolo di santi, di poeti, di navigatori. E di sportivi che tentano di ovviare al sedentarismo con l’evasione nella palestra, particolarmente praticata in questi mesi invernali per una ricerca motoria, per tentare il dimagrimento o per gonfiare i muscoli: a anche se non si arriva più alle esagerazioni del bodybuilding particolarmente praticato negli anni ‘80, il culto del bicipite e della ’tartaruga addominale’ ben scolpiti è ancora diffuso.

Per le donne oggi ha prevalenza il pilates, per gli uomini lo spinning. E i mesi che precedono le ferie sono quelli che vedono un ’maggior impegno’, nella speranza di rimettersi in forma prima della prova costume. Gli orari preferiti: mattina presto, la sera nel dopolavoro, ma anche nell’ora di pranzo, considerato che molti consumano un pasto frugale.

«Le attività motorie svolte in palestra – ci dice Alessio Nencetti diplomato ISEF e uno degli iniziatori dell’intera Toscana con centri a Prato, Firenze, Pistoia, Empoli, Montemurlo – si fanno preferire per comodità, per socializzazione e interazione nel gruppo, per la vasta serie di obiettivi che si possono perseguire a livello fisico e psichico, organizzando il programma di lavoro a seconda dello scopo da raggiungere, con l’ausilio di attrezzature all’avanguardia e corsi organizzati da istruttori specifici in determinati settori».

L’attenzione particolare è doverosa per coloro che sono all’inizio dell’attività in palestra. Fra i tanti suggerimenti: cominciare da soli in modo da evitare futuri cali di tensione in mancanza del compagno abituale; alimentarsi due ore prima e fare riscaldamento prima di allenarsi; procedere per gradi; pazientare almeno un mese per i risultati; sessioni di 50’; fare esercizi che si adattano alle proprie caratteristiche fisiche; indumenti giusti; non bere in corso di allenamento; frequentare la palestra almeno due volte alla settimana.

Gran parte delle attività di palestra sono associate a impiego di macchine isotoniche (lat machine - pullover - leg-press - leg-curl ecc…), attrezzature varie (manubri, dischi, elastici, spalliere ecc…) o per la prevenzione (pedane propriocettive, fitball, bosu o pedana instabile, cilindri, tappeti ecc…).

Importante è seguire criteri di gradualità e di personalizzazione nell’impegno (non a tutti si addice lo stesso protocollo), affidandosi ove possibile alla guida almeno iniziale del team di preparatori atletici presenti nella maggioranza delle palestre. Il ruolo dell’istruttore è diventato più vario con l’affermarsi di concetti quali “lavoro aerobico” (la forma di esercizio che mette in movimento le grandi masse muscolari di gambe, tronco con movimenti ciclici ripetuti); attività di tonificazione e potenziamento muscolare ovvero la forma di esercizio che permette di aumentare la forza e il tono muscolare attraverso l’uso del peso; flessibilità frutto principalmente dell’elasticità funzionale del tessuto muscolare, ottenibile attraverso l’esecuzione costante di esercizi di stretching, privilegiata dalle donne.