In Italia si calcola che il 3% delle persone tra i 35 e i 69 anni soffre di diabete senza averne consapevolezza. Questa infatti è una malattia silenziosa, quando la si scopre può aver già creato gravi danni. La prevenzione, la diagnosi e la cura sono ovviamente più difficoltose in epoca Covid. Le tematiche legate al diabete sono state affrontate in questi giorni in molteplici occasioni legate alla Giornata mondiale del diabete. Una conferenza in particolare, alla quale ha preso parte il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, organizzata da Diabete Italia Onlus e Motore Sanità, ha affrontato l’emergenza diabete come patologia non trasmissibile con la quale possiamo convivere e che si può prevenire, ma è fondamentale una maggiore informazione e consapevolezza da parte di tutti i cittadini.

"Le persone con diabete – ha dichiarato Paolo Di Bartolo, responsabile della Rete diabetologia dell’Ausl della Romagna, nonché presidente nazionale AMD, Associazione medici diabetologi – non hanno un rischio aumentato di contrarre il Coronavirus, se naturalmente rispettano tutti i giusti comportamenti di prevenzione, ma hanno un rischio di maggiore gravità della malattia in caso di contagio. I diabetici quindi sono da considerarsi persone più fragili, devono continuare a tenere alta la guardia sul controllo glicemico, devono continuare ad aderire alla terapia, fare attività fisica e perseguire le norme alimentari. Un conto è andare incontro al virus con un buon livello glicemico, tutt’altro paio di maniche affrontare il Sars-Cov-2 con un diabete scompensato". "Dal diabete non si guarisce, ma si devono mettere in atto controlli specifici", ha aggiunto da parte sua Stefano Nervo, presidente Diabete Italia.

Cosa fare in epoca Covid-19 per i bambini e adolescenti con diabete? "Si impone un’adeguata continuità nell’assistenza – afferma Riccardo Schiaffini, dirigente medico di primo livello nella diabetologia dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma – quindi dobbiamo garantire sicurezza e vigilanza". In questo periodo le organizzazioni di volontariato rilanciano un appello a tenere aperti i centri diabetologici in collaborazione con i medici di famiglia e le farmacie del territorio per assicurare ai pazienti l’assistenza, con farmaci e dispositivi per un controllo efficace della glicemia.

Riconoscere per tempo i segnali dell’ipoglicemia, il rapido improvviso abbassamento dei livelli di zucchero nel sangue sotto il valore 70 che può portare alla perdita di coscienza e al coma è il target della campagna "Non farti sorprendere" promossa da Diabete Italia e Portale Diabete con il patrocinio di AMD, Associazione medici diabetologi (Sid) e SIEDP con l’hastag social #LightDownChallenge, una sfida basata sull’idea di prevenire il blackout, evitare di “spegnere la luce”, evocando l’esperienza dell’ipoglicemia, simile a un’improvvisa sospensione del flusso di coscienza.

Alessandro Malpelo