Nostradamus lo sapeva da almeno 500 anni. Dietro all’epidemia di Coronavirus c’è la lobby del 5G. Le fake news sul Covid-19, soprattutto sui social, viaggiano più veloci del morbo e fermarle è un’impresa che Sisifo, l’eroe mitologico condannato a spingere per l’eternità un enorme masso verso la cima di una montagna, considererebbe una sfida troppo ostica. Ci manca solo che qualcuno vagheggi il coinvolgimento di Uan, il mitico pupazzo rosa di Bim Bum Bam, nella stanza dei bottoni e le avremmo lette davvero tutte.

Dall’Inghilterra nelle scorse ore è rimbalzata la teoria del grande complotto. I 27mila membri del gruppo ‘Stop5G UK’ hanno le idee chiare. «Ho sentito che non sarebbe un virus serio. È tipo un’influenza o un raffreddore. In realtà – scrive uno che non nasconde di saperla veramente lunga – è un piano per coprire le malattie legate alla diffusione del 5G». Pochi commenti più sotto, la teoria viene perfezionata da un altro utente. «Hanno lanciato la nuova rete per scambiare dati ad alta velocità a Wuhan qualche settimana prima che esplodesse il contagio. Non è un caso». C’è anche chi arriva ad azzardare che i passeggeri della Diamond Princess, la nave da crociera su cui si è scatenato il morbo e che è ormeggiata al largo del Giappone, si siano ammalati proprio perché il gigante dei mari avrebbe utilizzato il 5G per navigare. Ovvio, no?

Facebook mercoledì ha cercato di porre un argine al diffondersi di queste notizie, vietando gli annunci che reclamizzano cure miracolose o bloccando, quando li rileva, i post contenenti notizie false.

Nel frattempo, le fake news scorrazzano liberamente. Il portale Bufale.net fa fatica a tenere il conto. Nei giorni scorsi circolava su WhatsApp un messaggino che spiegava a tutti come stavano realmente le cose. «Lo zio e il nipote di un mio compagno di classe, si è laureato con un master e – questo lo sgangherato testo originale – lavora all’ospedale di Shenzhen. Viene trasferito per studiare il virus della polmonite di Wuhan. Mi ha appena chiamato e mi ha detto di dire ai miei amici: se hai il naso che cola e l’espettorato quando hai il raffreddore, non puoi essere un nuovo tipo di polmonite da Coronavirus, perché la polmonite da Coronavirus è una tosse secca senza naso che cola». Ovviamente la diagnosi fai da te ha la stessa efficacia del piano elaborato dal generale Custer per vincere la battaglia di Little Big Horn.

La cura, secondo i superdottori da tastiera, sarebbe addirittura banale. Inutile perdere tempo con complicate analisi da laboratorio e paroloni che nessuno capisce. Il rimedio miracoloso è a portata di rubinetto. «Il virus Wuhan – si legge in un’esilarante catena di Sant’Antonio che circola su WhatsApp – non è resistente al calore e verrà ucciso a una temperatura di 26-27 gradi. Pertanto, bere più acqua calda. Puoi dire ai tuoi amici e parenti di bere più acqua calda per prevenirla. Vai sotto il sole, ricorda di non bere ghiaccio». I consumatori impenitenti di spritz sono avvertiti: non dite poi che il web non ve l’aveva detto.

E poi c’è anche chi ha un’amica con il marito che lavora in Regione Lombardia. «Entro domani – questo un altro audio che circola – decidono se tra lunedì e martedì attivano la quarantena anche per Milano. Quindi vuol dire… tutti i negozi pubblici chiusi! Fate la spesa, organizzatevi con le scorte». Una provocazione che ha fatto perdere le staffe anche alla Procura del capoluogo meneghino, che ha deciso di aprire un’inchiesta.

Nel frattempo un video realizzato dal gruppo QAnon ha finalmente individuato il grande burattinaio. «Dietro il virus c’è Bill Gates», hanno affermato. E la vera eminenza grigia, il malvagio pupazzo Uan, che per tanti anni avevamo ritenuto un amico sincero, se la ride. Ancora nessuno ha scoperto che a inventare il Coronavirus tra una puntata di Pollon e una di Memole è stato proprio lui.