L’ipertensione arteriosa in gravidanza rappresenta un rilevante problema di salute pubblica per donne e neonati, sia per la frequenza (interessa circa il 10% delle gestanti) sia per la gravità. Può quindi determinare serie conseguenze nella donna (aumento del rischio cardiovascolare), e nel neonato può influire nel basso peso alla nascita. "Di questi temi si parla poco – ha scritto Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – spesso affrontando solo la punta dell’iceberg, ovvero la preeclampsia, già nota come gestosi, che complica circa il 5% delle gravidanze". Per massimizzare l’efficacia delle strategie preventive, invece, bisogna prendere in considerazione sia l’ipertensione cronica (diagnosticata prima della gravidanza o entro la ventesima settimana di gestazione), sia quella gravidanza-correlata che include preeclampsia e ipertensione gestazionale (altre info sul sito

www.evidence.it ipertensione-gravidanza).

"Caratteristiche e storia naturale dell’ipertensione in gravidanza – dichiara Cartabellotta – dimostrano che questa condizione, spesso sottovalutata, viene trattata quasi sempre solo dal team ginecologico. Al contrario, i medici di famiglia devono giocare un ruolo chiave nella prevenzione, nel trattamento di prima linea e nel monitoraggio in gravidanza e dopo il parto".

Alessandro Malpelo