C’è una parola quasi sconosciuta al grande pubblico, sarcopenia, che in medicina si traduce come perdita di massa muscolare. Nell’anziano come nei giovani, è un fattore negativo per la nostra salute, questo perché il muscolo ha una azione fondamentale sul trofismo osseo, cioè sull’efficienza dell’apparato locomotore. Quando parliamo di osteoporosi, fragilità e articolazioni traballanti anche il cuore entra in gioco, perché qualsiasi inconveniente che investe l’apparato cardiovascolare (attacco ischemico, trombosi, valvulopatie, fibrillazione atriale e via dicendo) spinge le persone sul divano, e questa inattività indebolisce l’intero organismo. "L’efficienza del muscolo cardiaco e della muscolatura scheletrica in generale – spiega Nicola Napoli, professore associato di endocrinologia all’Università Campus Bio Medico di Roma, esperto della Società italiana di geriatria e gerontologia (Sigg) – migliora anche il metabolismo, mantiene le ossa in condizioni ottimali, aiuta a prevenire le cadute accidentali e le fratture, influenza la sensibilità all’insulina e l’equilibrio glucidico. Ecco perché mantenersi in allenamento sviluppa una capacità di coordinamento a fronte di una caduta inmprevista, fattore predisponente per le fratture di femore dovute a fragilità ossea".

Che cosa consigliano gli esperti? Le raccomandazioni a mantenere una efficiente massa muscolare valgono a maggior ragione nelle persone obese, diabetiche o con malattie croniche. L’attività fisica regolare può consistere di esercizi aerobici e di resistenza, ma anche semplici gesti nella vita quotidiana sono utili per mantenersi attivi. "Questi accorgimenti migliorano gli indici di fragilità ossea – aggiunge il professor Napoli – il movimento promuove la qualità della vita e migliora pure la memoria. Oltre alla ginnastica all’aria aperta e in acqua sono consigliabili tante belle camminate. Anche solo sollevare un piccolo peso equivale a fare esercizi di stretching. Una alimentazione sana, ben bilanciata, e valori ottimali di vitamina D, completano il quadro. La ricerca scientifica sta cercando di sviluppare anticorpi monoclonali inibitori della miostatina, partendo dallo studio del comportamento degli astronauti, per preservare ossa, muscolo e articolazioni, ma siamo ancora a livello sperimentale".

Un cuore in forma aiuta a prevenire la fragilità ossea, nel senso che un paziente con cardiopatia tende a sedersi sul divano. "Chiunque è sedentario per motivi di salute, per infarto, intervento alle valvole, insufficienza cardiaca, inizia a perdere massa ossea. Curare il cuore, in questo senso, significa anche curare le ossa, ed è vero pure il contrario. Si è dimostrato che un paziente con frattura di femore che riceve terapia per osteoporosi riduce del 30% la mortalità per malattie cardiovascolari, non sappiamo se per effetto dei bifosfonati in virtù di una azione protettiva o perché il paziente curato previene una altra frattura". Si potrebbe continuare parlando di Alzheimer, Parkinson, pazienti con broncopatie e diabete. Le malattie croniche vanno trattate per limitare la perdita di autonomia.