Il virus isolato allo Spallanzani il due febbraio scorso è stato ricavato dai due pazienti cinesi ricoverati a Roma e quindi proveniente dalla Cina. I ricercatori dell’ospedale Luigi Sacco sono riusciti invece a isolare la variante italiana. «Lo abbiamo intercettato e studiato — conferma Massimo Galli, docnte universitario, direttore delle Malattie Infettive all’Ospedale Luigi Sacco di Milano e past president Simit, Società italiana malattie infettive e tropicali—. Questo virus è capace di attaccare e distruggere determinate cellule in laboratorio. Adesso stiamo analizzando il suo patrimonio genetico e lo dobbiamo sequenziare, per studiarlo ancora più nei dettagli».

Il valore di questo nuovo isolamento sta nel fatto che può essere utile per «tracciare» i contagi. Cioè, per ricostruire la storia «epidemiologica» di chi si è infettato venendo a contatto con questo microrganismo. E dare anche informazioni a chi deciderà come gestire le aree ancora sono in quarantena.