Microplastiche (foto iStock)
Microplastiche (foto iStock)

Per la prima volta sono state scoperte particelle microplastiche e nanoplastiche negli organi umani. Lo hanno rivelato i biologi della Arizona State University, che hanno trovato i minuscoli pezzi di plastica in tutti i 47 campioni di polmoni, fegato, milza e reni che hanno esaminato.

Microplastiche negli organi umani

L'inquinamento da microplastiche è al centro dell’attenzione scientifica e mediatica perché sta diventando un problema globale. Le microplastiche invadono oceani e montagne e danneggiano ambiente e fauna a causa delle sostanze chimiche tossiche che contengono. Le persone incamerano queste sostanze attraverso il cibo e l'acqua che consumano, ma finora il potenziale impatto sulla salute umana non era ancora noto. Gli scienziati americani hanno ottenuto i campioni di organi da una banca dei tessuti istituita per studiare le malattie neurodegenerative e hanno sviluppato un metodo di analisi che ha permesso di identificare negli organi diversi tipi di plastica, tra cui il polietilentereftalato (PET) utilizzato nelle bottiglie di plastica per bevande, e il polietilene utilizzato nei sacchetti di plastica.

Le conseguenze sull’uomo

Non solo: sembra che nel nostro corpo si trovino anche il bisfenolo chimico A (BPA), un agente tossico per la riproduzione e lo sviluppo. Una precedente ricerca aveva dimostrato come già le feci umane potessero contenere resti di microplastiche; un altro studio sugli animali selvatici aveva messo in luce come l'esposizione a minuscole plastiche possa portare a infertilità, infiammazione e cancro. I risultati verranno presentati a una riunione dell'American Chemical Society e non sono ancora stati sottoposti al processo di revisione.
"È preoccupante che questi materiali non biodegradabili che sono presenti ovunque possano entrare e accumularsi nei tessuti umani", spiega Varun Kelkar, uno degli scienziati che hanno condotto la ricerca, "e non conosciamo i possibili effetti sulla salute. Una volta che avremo un'idea migliore di cosa c'è nei tessuti, possiamo condurre studi epidemiologici per valutare i risultati sulla salute umana".