La sanità non è solo cura, ma anche prevenzione come stile di vita: come si fa crescere questa consapevolezza?

«È un lavoro culturale, che si fa ogni giorno attraverso tutti i presidi sociali ed educativi di cui disponiamo. In questo senso i mezzi di informazione e il sistema scolastico ci sono di grande aiuto. Rendere consapevoli sui corretti stili di vita necessita il coinvolgimento di tutti: cittadini, istituzioni, medici di base, operatori della salute. Molto è stato fatto, molto faremo. Gli uffici del ministero lavorano a questo con progetti, campagne informative, collaborazioni con altri ministeri. Consapevolezza è la cura».

C’è una fascia d’età che oggi più che mai richiede attenzione: gli adolescenti. Droga e bullismo sono i due grandi pericoli, cosa si può fare?

«Sto lavorando col ministero dell’Istruzione alla creazione della figura del medico scolastico. Qualcuno che possa essere un punto di riferimento per i più giovani non solo per l’informazione sanitaria, ma anche per il sostegno psicologico in fasi della vita in cui i nostri giovani sono più fragili. Penso all’incidenza dei disturbi dell’alimentazione. Insegnare a volersi bene è un processo che comincia da piccoli. Bisogna spiegare ai nostri ragazzi, riuscire a ascoltare i loro silenzi, indicare una strada. Il servizio sanitario nazionale e il sistema scolastico sono sistemi che devono lavorare sinergicamente, perché sono i pilastri fondanti della nostra società. Assieme riusciremo a parlare al futuro».

Defibrillatori in luoghi pubblici, conoscenza diffusa delle tecniche di primo soccorso: quanto sono importanti? Come svilupparli?

«Sono fondamentali. Ho già chiesto di realizzare una campagna di informazione che affronta il tema del primo soccorso, stiamo pensando inoltre ad un’app che aiuti i cittadini a individuare il defibrillatore più vicino. Questi strumenti nei luoghi pubblici assieme a una corretta formazione orizzontale, per tutti i cittadini, possono salvare la vita. Dobbiamo lavorare con le associazioni, medici, operatori, istituzioni locali. L’alleanza per la salute deve essere trasversale».