Foto: damircudic / iStock
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Quali sono le mascherine che filtrano meglio il droplet che trasporta il Coronavirus? Una domanda che in tanti si pongono e a cui la scienza sta cercando di rispondere in maniera sempre più accurata. L’ultimo studio sull’argomento è stato condotto dai ricercatori della University of Cambridge e della Northwestern University, che hanno preso in esame una gamma vastissima di tessuti per mascherine. I risultati, pubblicati sulla rivista BMJ Open, portano buone notizie a chi è abituato a usare le mascherine fai da te di cotone.

I tessuti più adatti per una mascherina

Gli esperti hanno testato 22 tessuti dal punto di vista della loro capacità di filtrare particelle infette di minuscole dimensioni (0,02-0,1 micrometri), emesse alla velocità di un colpo di tosse di un adulto. Per quanto riguarda le mascherine fai da te, gli esperti hanno analizzato i materiali più disparati: dal classico cotone messo a strati al jeans, passando per i sacchetti di plastica. Un altro parametro valutato è la facilità di respirazione attraverso il tessuto perché, come spiega la dottoressa Eugenia O'Kelly (leader dello studio), "una mascherina che blocca molto bene le particelle ma limita la respirazione non è una mascherina efficace".

FFP2, mascherine chirurgiche e mascherine fai da te

I risultati dei test hanno confermato che la mascherina N95 (in Italia FFP2) è quella più filtrante. A seguire ci sono le mascherine chirurgiche (composte da tre o più strati di materiale poroso), ma anche quelle fatte in casa si sono rivelate efficaci, sebbene a determinate condizioni. I dati mostrano infatti che le mascherine fai da te realizzate con un tessuto comune (come il cotone) stratificato possono filtrare buona parte delle particelle ultrafini emesse da un colpo di tosse. Le FFP2 hanno un costo più elevato rispetto alle altre e a volte sono anche difficili da trovare; in alternativa, quelle di stoffa fatte in casa sono una soluzione da prendere in considerazione, nonostante non siano paragonabili alle N95-FFP2.

I materiali per una mascherina fatta in casa


Non tutti i materiali, però, hanno ottenuto buoni risultati nel test della facilità di respirazione: il tessuto della giacca a vento, il jeans e il nylon 100% sono stati i tre peggiori sotto quell’aspetto. È da preferire, quindi, il classico cotone. E l’ideale, secondo una ricerca pubblicata sulla rivista American Chemical Society, è unirlo a due strati di chiffon, creando una mascherina a tre strati. Restano invece ancora dei dubbi sul lavaggio, dato che alcuni studi hanno ipotizzato che le mascherine in cotone perdano efficacia dopo più centrifughe in lavatrice. Si tratta di un aspetto su cui il team di esperti non si è focalizzato, ma che dovrebbe approfondire nel breve periodo.