La paura del Covid-19 può portare a resuscitare paure ancestrali e di conseguenza a correre a ripari eccessivi o sbagliati, anche perché nella maggior parte dei casi non ce ne è necessità. E soprattutto non bisogna dar retta alle bufale che circolano sui social. A cominciare dalle mascherine, che sono andare a ruba nelle farmacie già da tempo: servono? Non servono? E quali? Fa fede quel che suggerisce il Ministero della Salute che è poi quello che affermano i farmacisti, in questo periodo in prima linea quanto i medici, presi «d’assalto» dalla clientela.

L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda di indossare le mascherine solo se pensa di aver contratto il nuovo coronavirus (quindi avere tosse, starnuti, febbre) o se ci si prende cura di una persona con sospetta infezione al virus. Quindi la mascherina non è necessaria in assenza di sintomi di malattie respiratorie. Se la si usa, ci sono regole da osservare: prima di indossarla lavare bene le mani con acqua e sapone o con una soluzione alcolica, poi mettere la mascherina (deve coprire bene bocca e naso) facendola aderire bene. Le mascherine sono monouso, quindi quando la si toglie bisogna prenderla dall’elastico senza toccare la parte anteriore, e poi buttarla in un sacco chiuso e lavarsi immediatamente le mani.

Mascherine, ma quali? Lasciamo stare quelle usate a scopo igienico nella ristorazione e nei negozi di alimentari. Non servono neppure quelle chirurgiche (anche se molti richieste) che servono appunto al chirurgo in sala operatoria per evitare che il paziente venga contaminato da possibili virus portati dal medico, ma non viceversa (insomma sono a senso unico). Invece le mascherine più adatte per proteggersi da agenti patogeni esterni sono quelle contro il rischio biologico, che hanno la sigla FFP2 e FFP3, la classificazione di conformità alla norma UNI EN 149, e devono avere la marcatura Ce seguita dal numero dell’organismo di controllo che ne autorizza la commercializzazione. FF significa Facciale Filtrante, ovvero hanno la capacità di filtrare particelle microsottili: FFP2 filtrano il 92% , FFP3 il 98%. Esistono anche le FFP1 ma filtrano solo 78% e nel caso attuale non sono sufficienti. Però le mascherine vanno impiegate solo se si va a contatto con persone affette da coronavirus (ad esempio se si assiste un paziente), o in zone a rischio. Altrimenti bastano normali accorgimenti igienici.

Anche a questo proposito inutile incrementare le speculazioni se prodotti come l’Amuchina o similari sono irreperibili o a costi da champagne millesimato. I consigli fai da te sono controversi anche da parte dell’ Iss, l’Istituto superiore di sanità. Ma esistono prodotti in commercio idonei: per la pulizia delle grandi superfici (pavimenti ecc.) si può ricorrere alla candeggina, per quelle piccole all’alcool etilico denaturato. Che in emergenza può essere impiegato anche sulle mani, basta poi, una volta a casa, lavarle e usare una crema idratante per evitare un’eventuale secchezza. Se poi si pensa di impiegare mezzi pubblici (taxi, autobus, treni) e si vuole stare tranquilli, una valida soluzione sono i guanti monouso.