Un articolo di Alberto Mantovani (nella foto, il direttore scientifico di Humanitas) sul ‘New England Journal of Medicine’, spiega che l’immunità innata, la prima linea di difesa del nostro organismo, ha un ruolo chiave nella resistenza a batteri e virus patogeni assieme all’immunità adattiva, la linea di difesa più specifica che può essere potenziata con i vaccini. La novità, però, sta nel fatto che, secondo Mantovani, il sistema immunitario innato può essere “allenato” a difendere l’organismo. "Vaccinarsi – sostiene – può aumentare anche il tono di base dell’immunità innata e innescare la resistenza definita ‘agnostica’. E tale addestramento è direttamente collegato alla resistenza alle malattie infettive. Questo meccanismo di allenamento – continua – potrebbe contribuire a spiegare il fatto che i bambini siano meno colpiti da Covid-19. Infatti la maggior parte di loro è sottoposta a diverse vaccinazioni nei primi anni di vita".

"In questo processo giocano un ruolo chiave le cellule mieloidi, in particolare i macrofagi, che contribuiscono all’attivazione, all’orientamento e alla regolazione delle risposte immunitarie. Allena l’immunità innata, per esempio, il vaccino contro il morbillo, che protegge non solo contro il virus specifico, ma anche più in generale contro le infezioni respiratorie. È ancora dubbio se lo stesso accada con il vaccino antinfluenzale, ma ciò non toglie che sia fortemente indicato. E certamente, la possibilità di innalzare il livello delle nostre difese di prima linea costituisce una strada da esplorare".

M.M.F.