I ricercatori hanno stimato che un’alta aderenza alla dieta mediterranea può dare circa 4-5 anni di aspettativa di vita in più. Ma un’alimentazione sostenibile, oltre ad allungare la vita, può anche ridurre l’impatto sull’ambiente. Mangiare mediterraneo, cioè limitare il consumo di carne, è una delle migliori ricette per preservare anche la salute del Pianeta. In Occidente il 30% delle emissioni inquinanti dipende dal consumo alimentare. E se consideriamo le emissioni di gas serra, la produzione di cibo determina l’impatto maggiore con il 31% rispetto al totale, superando l’inquinamento causato dal riscaldamento (24%) e dai trasporti (18,5%). L’impatto ambientale dell’allevamento e del consumo di carne, da solo, è responsabile del 12% delle emissioni serra totali nel mondo. Perché la carne ‘inquina’ più del pesce o della pasta? Semplice. La produzione di una bistecca necessita di acqua, foraggio ed energia per allevare l’animale. L’indice che misura l’impatto della produzione del cibo sull’ambiente è l’"impronta idrica", definita come "il volume totale di acqua utilizzata o inquinata per arrivare alla produzione di un bene o un alimento". L’impronta idrica di un vegetariano oscilla tra 1.500 e 2.600 litri al giorno. Quella di una dieta mediterranea è tra 2.000 e 3.400 litri, mentre chi mangia carne può arrivare a 5.400 litri al giorno.

M. M. F.