L’alimentazione di qualità impatta sugli stili di vita in termini di prevenzione, incide sull’andamento di malattie croniche quali il diabete e le malattie infiammatorie intestinali, influenza la composizione del microbiota intestinale e può entrare in gioco nel determinare o meno ricadute in alcune patologie neurologiche. Una dieta sana contribuisce al successo delle terapie oncologiche e modula l’antimicrobico resistenza. Dal congresso organizzato presso l’Università delle Scienze gastronomiche di Pollenzo (Cuneo), prestigiosa sede della Winter School 2020 organizzata da Motore Sanità, è partito un memorandum teso a tutelare la qualità dei nutrienti e allo stesso tempo incoraggiare il servizio sanitario nazionale a dotarsi di mezzi per assicurare la sostenibilità finanziaria attraverso le Regioni. «Le terapie devono coniugarsi con i programmi di prevenzione al fine di migliorarne l’appropriatezza – ha dichiarato Silvio Barbero, vicepresidente dell’Ateneo, già segretario generale di Slow Food - allo stesso tempo devono affermarsi criteri gestionali al di fuori dagli schemi che vedano l’innovazione, qualunque essa sia, senza timori, consapevoli che migliore prevenzione e qualità dei nutrienti sono valori che promuovono la salute della popolazione, contribuendo di pari passo ad abbattere la spesa sanitaria. Sono anche queste le scommesse che dobbiamo affrontare nella nostra società».