Maleducazione da smartphone: che cos’è il phubbing

Ignorare i propri amici per prestare attenzione al telefonino è diventata una pratica sociale diffusa: una ricerca l’ha analizzata e nominata, collegandola anche alla pandemia

20/08/2021
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Gli smartphone, lo sappiamo, sono necessari. Ma il loro utilizzo ha delle conseguenze evidenti sul nostro comportamento. Uno di questi è una forma di maleducazione tutta nuova, che è stata studiata da un team della University of Georgia e individuata come phone snubbing, o phubbing. Si tratta dell’atto di ignorare i propri amici per prestare attenzione al telefonino.

 

Maleducazione da smartphone: che cos’è il phubbing

 

Succede tutti i giorni, al punto da considerarlo una pratica “normale”, ma snobbare i propri amici per controllare le reazioni ai post sui social network può avere gravi ripercussioni sulle relazioni.
Lo studio americano ha analizzato il fenomeno riscontrando associazioni fra depressione e ansia sociale in relazione all’aumento del phubbing: l’ipotesi è che le persone depresse tendano a snobbare i loro amici più frequentemente rispetto alle altre, e che le persone socialmente ansiose preferiscano le interazioni sociali online rispetto alla comunicazione faccia a faccia. Anche le persone che soffrono di nevrosi sono sensibili a comportamenti come il phubbing.

Juhyung Sun, autrice principale della ricerca, spiega che “Alcune persone che hanno un’elevata ansia sociale o depressione hanno maggiori probabilità di essere dipendenti dal proprio smartphone”. E avverte che l’accettazione sociale di queste forme di snobismo rispetto alle relazioni umane, rivela alcune cose importanti su come la tecnologia interrompa le interazioni sociali e quanto velocemente vengano accettati questi nuovi fenomeni comportamentali.

 

Notifiche e dipendenza da smartphone

 

La dipendenza da smartphone e l’abitudine di leggere costantemente le notifiche sono alla base di questo fenomeno. Un esempio classico: una tavolata al bar o al ristorante in cui le persone sono concentrate sui cellulari invece che dedicarsi ala conversazione diretta.
“Le persone sono molto sensibili alle loro notifiche. Ad ogni ronzio o suono, guardiamo consapevolmente o inconsciamente i nostri telefoni”, spiega la Sun.
Lo studio mette in luce anche un altro aspetto: gli individui considerati gradevoli in società hanno meno propensione al phubbing in presenza dei loro amici e tendono a mostrare comportamenti cooperativi, educati e amichevoli nelle loro relazioni interpersonali: “Hanno un’alta tendenza a mantenere l’armonia sociale evitando discussioni che possono rovinare le loro relazioni. E nelle conversazioni faccia a faccia, considerano il comportamento del phubbing scortese”.

 

Pandemia e phubbing

 

Secondo i ricercatori, il phubbing è più probabile in presenza di tre o più persone, una dinamica che può influenzare anche i rapporti negli ambienti di lavoro. Pur senza consapevolezzza: “È ironico che mentre così tante persone credono che il comportamento di phubbing sia maleducato, lo fanno ancora”.
Lo studio rileva che il phubbing è anche la conseguenza della pandemia. Negli ultimi mesi le persone hanno fatto molto affidamento su telefoni e altre tecnologie per rimanere in contatto durante la pandemia, spiega la dottoressa Jennifer Samp: “Per molti, rimanere in contatto in modo più distante tramite messaggi di testo e videomessaggi è stato più comodo dell’interazione faccia a faccia. Le persone, in particolare quelle ansiose, continueranno a fare phubbing quando si riuniranno fisicamente? Solo il tempo ce lo dirà”.
L’alternativa? Disabilitare o capovolgere un telefono, cosa che potrebbe indicare una dimostrazione di rispetto e il desiderio di concentrarsi nella conversazione con una persona.