Malattie del sangue, scoperti segni premonitori della leucemia

Studio delle università di Padova e Firenze sulle patologie mielodisplastiche contribuirà a migliorare le terapie

13/06/2022

Nelle malattie del sangue denominate sindromi mielodisplastiche, considerate a volte l’anticamera del tumore ematologico vero e proprio, la terapia potrebbe segnare un passo avanti individuando specifici sottogruppi, in modo da personalizzare le cure già all’esordio. Uno studio italiano (primi autori Giulia Calabretto, Università di Padova, Enrico Attardi, Università di Firenze) ha preso in esame una gamma di comportamenti diversi nell’evoluzione a leucemia acuta.

 

Midollo osseo

Le sindromi mielodisplastiche comprendono un gruppo eterogeneo di patologie  caratterizzate da un elevato rischio di sfociare in una leucemia acuta. All’origine c’è un difetto che insorge nel midollo osseo, dove si formano i precursori della parte corpuscolata del sangue. Questo vivaio, fondamentale per la nostra sopravvivenza, perde colpi quando si ammala di cancro, e fatica a produrre in numero sufficiente alcune linee cellulari come globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Simili sindromi pre-neoplastiche sono relativamente frequenti nella popolazione anziana e, sebbene possano insorgere a qualsiasi età, e vengono pertanto considerate affezioni geriatriche.

 

Bersagli molecolari

I ricercatori hanno indagato espressioni cliniche e marcatori molecolari associati all’aspettativa di vita. Specifiche popolazioni di linfociti, cellule natural killer e linfociti T citotossici, potrebbero avere un ruolo cruciale nel governare il destino della patologia. Una classificazione accurata, sulla base dei parametri presi in considerazione, consentirebbe di evidenziare più facilmente i bersagli, regalando margini di successo ulteriori ai farmaci antitumorali e immunologici, come pure, in prospettiva, alle terapie evolute in via di sperimentazione.

 

Lavoro di squadra

La scoperta descritta sulla rivista Leukemia è frutto della collaborazione tra Istituto Veneto di Medicina Molecolare (VIMM), Università di Padova e Università di Firenze, artefici del programma condiviso sono Renato Zambello, Gianpietro Semenzato e Valeria Santini, quest’ultima è presidente del comitato scientifico della Fondazione Italiana Sindrome Mielodisplastiche (FISiM). Lo studio multicentrico è stato promosso dalla rete FISiM col sostegno della Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, della Fondazione Lucia Valentini Terrani, e grazie a una borsa di studio erogata dal Dipartimento di Medicina per lo studio delle malattie rare DIMAR di Padova.