"Dal 1991 nel nostro centro di infertilità e procreazione medicalmente assistita sono stati eseguiti oltre 20mila cicli di trattamenti e sono nati oltre 4mila bambini": con Eleonora Porcu, la mamma dei bebè venuti dal gelo, direttore della struttura del Sant’Orsola, ripercorriamo le tappe più importanti.

Quali sono stati i successi più emozionanti?

"La prima nascita al mondo, nel 1997, di Elena, ottenuta con ovociti congelati e inseminazione della cellula attraverso microiniezione di un solo spermatozoo, seguita da quella di Giovanni, con ovociti congelati e spermatozoi congelati nel 2000 e poi la prima nascita internazionale con ovociti congelati in una paziente con cancro".

Gli uomini sono stati trascurati?

"No, dal 1991 sono stati eseguiti oltre 900 cicli di preservazione della fertilità maschile, il 22% per motivi oncologici, e oltre 400 cicli di scongelamento di spermatozoi con una percentuale di gravidanza del 30%".

Quando le coppie ricorrono alla donazione?

"Se all’interno della coppia uno o entrambi i partner sono affetti da una condizione di sterilità assoluta. In Italia si può ricorrere alla donazione anche nei casi di più fallimenti di procreazione omologa o di malattie genetiche che possono essere trasmesse al feto".

Quali sono le percentuali di gravidanza?

"Circa il 32% per la fecondazione omologa e nelle donne di 30 anni può arrivare al 50-60%".

Quante sono le coppie in lista d’attesa?

"Duemila per la fecondazione omologa e circa 500 per l’eterologa, quando o l’ovocita o lo spermatozoo vengono donati, o entrambi".

Le cellule sessuali vengono conservate nella Banca dei gameti?

"Sì. Stiamo importando i gameti da Banche estere, con gestione centralizzata della Regione Emilia Romagna. Al momento, causa pandemia, siamo fermi con gli arrivi dall’estero. È necessario, infatti, che la Banca estera certifichi che chi ha donato i propri gameti dopo dicembre 2019 non abbia contratto l’infezione da Coronavirus".

Nei prossimi mesi come proseguirà l’attività?

"Il centro in questi mesi ha sempre tenuto le porte aperte, continuando l’attività di preservazione della fertilità per i malati oncologici. E ora, soprattutto per chi è lontano, le prime consulenze verranno effettuate a distanza in telemedicina".

Donatella Barbetta