di Federico Mereta

Brutta cosa, lo stress. Per fortuna possiamo mettere in atto contromisure efficaci, traendo la forza da noi stessi, per combatterlo senza farmaci. Come si chiamano queste “terapie”? Semplice: meditazione, tai chi e simili. La scienza dimostra che possono avere effetto positivo, anche in caso di malattia. Basti pensare a quanto è stato recentemente pubblicato su American Journal of Cardiology, sulla base di dati testati su oltre 60.000 persone. Più o meno una su dieci, tra queste, ha riportato un impegno in corsi di meditazione. I numeri dicono che l’approccio è utile: in chi aveva questa abitudine si è registrato un rischio inferiore del 51 per cento di sviluppare coronaropatie rispetto a quanti non seguivano attività mirate. Ed anche sul fronte dei classici fattori di rischio, a partire dalla pressione alta per giungere all’ipercolesterolemia, i “meditanti” presentavano profili migliori. L’importante, insomma, è affrontare la vita con un certo ottimismo perché pensare positivo aiuta a preservare il cuore anche dopo che è stato “intaccato”. A confermare il ruolo dell’atteggiamento è una ricerca condotta all’Università Northwestern, pubblicata su Journal of the American College of Cardiology, I cardiopatici che puntavano sul futuro in chiave positiva combattono meglio i fattori di rischio, abbandonando più facilmente il fumo, contrastando in modo più efficace le cattive abitudini a tavola e muovendosi regolarmente. In questo senso, trovare attività che possono aiutarci ad agire non solo sul fisico ma anche sulla psiche può essere di grande aiuto se lo stress “domina”.

Con lo Yoga e il Tai Chi si arriva a migliorare la condizione cardiaca in chi soffre di scompenso e a ridurre la pressione arteriosa. Su questo fronte, conviene ricordare l’insegnamento che viene da una ricerca apparsa su European Journal of Cardiovascular Nursing, sulla scorta di uno studio dell’Università dell’Arizona. In sintesi: se si aggiunge l’antica arte marziale cinese, fatta di movimenti lenti ed armoniosi, ai normali programmi riabilitativi in chi soffre di scompenso cardiaco se ne migliorano gli esiti e soprattutto si agisce sul morale. Il motivo? il fisico si rilassa e la respirazione si fa più armoniosa ed in linea con i ritmi “no-stress”. Con la “battaglia” figurata, insomma, anche il cuore e l’albero cardiovascolare si adattano al meglio, con evidenti ripercussioni sul benessere.