Animazione sospesa: astronauti in letargo nello spazio
Animazione sospesa: astronauti in letargo nello spazio

Il letargo è un comportamento tipico di molti animali, che durante l'inverno entrano in uno stato di torpore che riduce al minimo le funzioni vitali, come il battito cardiaco, la respirazione e il metabolismo. Gli orsi sono particolarmente famosi per i loro lunghi "pisolini" nel corso della stagione fredda: ora alcuni scienziati hanno scoperto come indurre qualcosa di analogo nei topi, cosa che potrebbe avere implicazioni molto importanti anche nell'uomo, sia in campo medico che in quello dell'esplorazione spaziale.

Lo studio, a cura della Harvard School of Medicine, ha evidenziato che la stimolazione di un'area del cervello conduce i roditori in una particolare condizione di riposo, paragonabile all'animazione sospesa teorizzata nello opere di fantascienza. Il lavoro dei ricercatori si basa sull'osservazione che, a differenza di altri mammiferi, i topi non sono soliti andare in letargo, ma possono comunque entrare in una sorta di quiescenza quando ad esempio il clima si fa molto rigido.

"Negli animali a sangue caldo, la temperatura corporea è fortemente regolata", ha spiegato il neuroscienziato Senmiao Sun. "Nell'uomo la perdita di un paio di gradi causa ipotermia e può essere fatale. Tuttavia, il torpore elude il problema e permette al termometro dell'organismo di calare drasticamente". L'indagine condotta dall'equipe di Harvard ha messo in luce che nei topi il rallentamento delle funzioni vitali fa seguito all'attivazione di uno specifico circuito neuronale presente nell'ipotalamo. Gli esperimenti condotti in laboratorio hanno così dimostrato che "accendendo" i neuroni giusti è possibile comunicare all'organismo che deve temporaneamente andare in modalità letargo.

I ricercatori hanno sottolineato che è troppo presto per dire se il meccanismo sia replicabile negli esseri umani, ma in caso affermativo i risvolti pratici sarebbero molteplici. Lo stato di torpore indotto in modo artificiale potrebbe ad esempio essere impiegato in medicina per proteggere il cervello dopo un ictus, oppure per favorire la cura di certe malattie metaboliche. In alternativa, si potrebbe ricorrere a questa tecnica per addormentare gli astronauti durante un lungo viaggio spaziale. Secondo il coautore Michael Greenberg, quanto scoperto "potrebbe potenzialmente portare alla comprensione dell'animazione sospesa, del controllo metabolico e forse del prolungamento della vita".

I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Nature.