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Leggere per diletto rafforza la memoria e potrebbe contrastare l’Alzheimer

Quando leggiamo un libro coinvolgente manteniamo allenata e in salute la memoria e altre facoltà cognitive: una scoperta sorprendente che potrebbe aiutare anche sulla cura del morbo di Alzheimer

12/12/2022
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La lettura è spesso nella parti alte delle classifica dei passatempi preferiti. È rilassante e divertente, si può fare in gruppo o da soli, aiuta a passare pomeriggi piovosi e lunghe ore sdraiati al sole. Ma c’è di più: un gruppo di ricercatori del Beckman Institute for Advanced Science and Technology (Stati Uniti) ha scoperto un altro motivo per cui amare la lettura: leggere per il semplice pacere di farlo, senza dover imparare per forza delle cose, rafforza la memoria e può aiutare a preservarla quando si invecchia. Inoltre, potrebbe diventare parte di nuove terapie per contrastare il morbo di Alzheimer.

 

Lettura e memoria

Lo studio, pubblicato su Frontiers in Psychology, partiva dal presupposto che la lettura nel tempo libero è quella che ti coinvolge davvero e aiuta a costruire le abilità mentali, come la memoria episodica (la memoria degli eventi), che ci permette di ricordare ciò che è accaduto nei capitoli precedenti di un libro e di dare un senso alla storia.
Un’altra facoltà rafforzata dalla lettura è la memoria di lavoro, ovvero la capacità di trattenere le cose nella nostra mente mentre siamo impegnati in altri processi mentali; è quel tipo di memoria che ci aiuta a tenere traccia delle cose accadute negli ultimi paragrafi mentre continuiamo a leggere.
Si tratta di due tipi di memoria che tendono a diminuire con l’età.

 

Cervello più attivo con i libri coinvolgenti

Cercando di capire se la lettura aiuta la memoria, l’equipe ha condotto lo studio usando libri coinvolgenti di vari generi, dalla saggistica al giallo, fino alla narrativa letteraria più complessa.
I libri sono stati distribuiti a volontari anziani di una comunità locale, con un iPad dotato di un’applicazione che consentiva di tenere traccia dei progressi di lettura e di rispondere a questionari. I partecipanti hanno letto per 90 minuti al giorno, cinque giorni alla settimana, per otto settimane. Un gruppo di controllo separato ha completato dei puzzle di parole invece di leggere. Poi sono seguite prove cognitive sulla memoria di lavoro ed episodica, abilità verbali e di lettura.

Quello che è emerso è che, rispetto al gruppo del puzzle, il gruppo che ha letto libri per otto settimane ha mostrato miglioramenti significativi nella memoria di lavoro e nella memoria episodica.

 

Nuove prospettive nella cura delle malattie mentali

Lo studio ha dimostrato che la lettura regolare rafforza le capacità di memoria degli anziani. Un nesso che apre nuove strade per futuri trattamenti di patologie come il morbo di Alzheimer, ma che aiuterebbe anche a elaborare ‘trattamenti di lettura’ in base ai gusti personali di un individuo.
“È più promettente impegnarsi pienamente nelle cose stimolanti che già facciamo nella nostra vita. Questa è probabilmente la strada migliore per mantenere le nostre capacità mentali e compensare gli effetti della malattia di Alzheimer”, ha commentato la ricercatrice Stine-Morrow.