L’acqua non serve semplicemente a dissetarci ma può aiutare la salute e il benessere. Noi italiani siamo attenti. Secondo dati Censis, il 62% delle famiglie consuma acqua in bottiglia, in media 208 litri l’anno: siamo al primo posto in Europa (la media è di 106 litri) e secondi nel mondo dopo il Messico (244 litri).

Quando acquistiamo un’acqua minerale, liscia o gasata, è importante leggere l’etichetta, dove sono riportate scadenza, sorgente, composizione chimica, ma anche informazioni facoltative come l’altezza della sorgente. Le bottiglie di acqua vanno conservate lontano da fonti di calore, non al sole, in locali puliti, asciutti e privi di odori.

Importante è leggere la presenza dei sali minerali, calcolati come residuo fisso a 180 gradi, ovvero quel che resta dopo l’evaporazione se si porta l’acqua a quella temperatura. La quantità di sali minerali è indicata anche dalla conducibilità elettrica (anch’essa leggibile in etichetta): più ci sono questi sali, più l’elettricità passa.

Tornando al residuo fisso, lo troviamo espresso in mgL, e le acque minerali si suddividono in quattro categorie: minimamente mineralizzata se il residuo fisso non supera i 50 mgL; oligominerale se il valore non è superiore a 500 mgL; minerale fra 500 e 1.500 mgL; ricca di sali minerali oltre questi valori.

I primi due tipi di acqua stimolano la diuresi e sono indicati nelle diete povere di sodio, mentre le altre sono idonee d’estate e quando si fa sport e occorre reintegrare i minerali dispersi. A seconda dei minerali contenuti l’acqua può aiutare la nostra salute, quindi è importante leggere bene in etichetta la loro concentrazione, perché non tutte le acque vanno bene per tutti. Quelle ricche di sodio sono importanti per regolare il nostro metabolismo, ma in eccesso in alcune persone può causare ritenzione idrica, ipertensione, malattie renali o cardiache. In questi casi è bene scegliere acque con un basso contenuto di sodio. Un’acqua con una concentrazione di magnesio superiore a 50mgL ha un’azione lassativa e previene i crampi, una con il calcio superiore a 150 mgL giova a stomaco e fegato, è consigliata in gravidanza, in menopausa e a chi soffre di ipertensione.

La presenza di bicarbonato nell’acqua gioverà a chi ha disturbi renali e acidità di stomaco, e a chi fa sport perché argina l’acido lattico quindi consente un rapido recupero delle energie. Un’elevata concentrazione di solfati (oltre 200 mgL) è utile per chi soffre di colite spastica o di colon irritabile. Il calcio se è superiore a 150 mgL fa bene a fegato e stomaco e il cloruro superiore ai 200 mgL regola fegato e intestino. Se il fluoro è oltre 1mgL l’acqua aiuta i denti e giova a chi soffre di osteoporosi. Il ferro superiore a 1 mgL è utile in caso di anemia e in gravidanza. Infine, attenzione ai nitrati, se sono elevati possono indicare una contaminazione della sorgente (fertilizzanti ad esempio): la legge fissa il limite massimo a 45 mgl, più il livello è basso, maggiore è la purezza dell’acqua.