di Loredana Del Ninno

Vacanze e week end in montagna senza rischi? "Per un soggiorno in assoluta tranquillità – spiega Gianfranco Parati, direttore scientifico dell’Istituto auxologico italiano e docente di medicina cardiovascolare a Milano Bicocca – è bene che prima della partenza i pazienti affetti da ipertensione, problemi cardiaci o che hanno avuto ischemie al cuore o al cervello adottino alcune precauzioni". Ricerche coordinate dal professor Parati hanno infatti dimostrato che l’incidenza dell’altitudine sulla pressione sanguigna si verifica anche su altezze intorno ai 2000 metri, convenzionalmente considerate ’moderate’. "Perché ciò si verifichi – prosegue Parati – è necessario trascorrere in quota almeno 6 o 7 ore. Nessun effetto invece se si sale solo per una breve escursione e si scende subito. I rischi non riguardano i soggetti giovani e sani, il cui meccanismo di adattamento fisiologico è altamente performante. Chi invece ha superato i 60, soffre di malattie cardiovascolari o sospetta di avere un problema latente deve sottoporsi prima di partire a un controllo dal proprio medico e, se necessario, dallo specialista, modulando una eventuale terapia in vista del soggiorno ad alta quota. Altro suggerimento, è abituare il fisico con gradualità: l’ideale sarebbe trascorrere uno o due fine settimana ad alta quota prima di un soggiorno più lungo. E una volta arrivati meglio non strafare, avventurandosi in attività fisiche troppo intense, ma dosare le forze con buon senso".

E chi parte per una vacanza di trekking o in movimento? "Il consiglio è impostare una preparazione fisica in largo anticipo. Altra regola aurea è bere almeno due litri di acqua al giorno: la permanenza ad alta quota espone a riduzione della temperatura e dell’umidità dell’aria, fenomeni che correlati all’iperventilazione polmonare e ad un aumento della diuresi possono essere causa anche di una perdita di liquidi". Stessa precauzioni per chi ha in programma un viaggio aereo su rotte ad ampio raggio. "Le cabine pressurizzate simulano quello che avviene a 1500-2000 metri di altezza – conclude l’esperto – quindi un controllo per i soggetti a rischio prima di imbarcarsi per un lungo sarebbe auspicabile".