Lavaggio delle mani con acqua e sapone
Lavaggio delle mani con acqua e sapone

Gran parte dei microrganismi che pensiamo di avere eliminato lavandoci le mani sopravvivono e prosperano nelle tubature dei nostri lavandini domestici. Lo rivela uno studio a cura della University of Reading, che ha anche scoperto significative differenze tra le comunità batteriche a seconda della posizione e del tipo di sifoni impiegati negli impianti idraulici.

L'indagine, guidata dalla biologa Zoe Withey, è stata condotta nel 2019, in epoca pre-Covid, prima che la pandemia facesse impennare la frequenza delle operazioni di sanificazione delle mani. Gli scienziati hanno prelevato 123 campioni dai lavabi dell'ateneo di Reading, in un contesto non ospedaliero, setacciando i bagni degli spazi dedicati all'insegnamento, alle attività di ricerca e al tempo libero. È così emerso che negli scarichi dei lavandini si nascondono folte popolazioni microbiche, tra cui un ampio ventaglio di batteri patogeni del phylum Proteobacteria. La lista degli ospiti indesiderati include basse concentrazioni dei microrganismi responsabili di gastroenteriti, colera e salmonellosi, ed alti livelli di Moraxellaceae e Burkholderiaceae, due gruppi di batteri meno pericolosi per l'uomo.

Le analisi hanno inoltre evidenziato che la struttura dell'impianto idraulico influisce sulla composizione dell'ecosistema microbico. La presenza di filtri favorisce ad esempio l'abbondanza di Moraxellaceae, mentre nei sifoni a P tendono ad accumularsi quantità più elevate di Burkholderiaceae. "In generale sembra che i batteri che vivono sulla pelle delle nostre mani alimentino la comunità sotto i lavandini", ha spiegato Withey, "queste aree potrebbero non essere raggiunte durante le pulizie di routine, portando alla crescita di microbi più resistenti". Gli scienziati hanno sottolineato che tutte le superfici dei lavandini analizzati venivano sottoposte a pulizie regolari.

Nel commentare quanto scoperto, il coautore e docente di bioinformatica Hyun Soon Gweon ha aggiunto che i risultati della ricerca hanno il pregio di ricordare alle persone che i batteri "spesso rimangono vivi e sono in grado di proliferare anche dopo essere stati lavati via, nonostante il contributo di sapone e acqua calda". Questo promemoria diventa ancora più significativo da quando il Covid-19 ci ha spinto a porre maggiore attenzione alle pratiche igieniche. "Il mantra di 'lavarsi le mani' per combattere la trasmissione del coronavirus", ha concluso Gweon, "suggerisce l'importanza non solo di una buona igiene delle mani, ma anche la necessità di lavelli ben progettati e sempre puliti".