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L’ansia dei genitori quando i figli fanno tardi la sera

Lo psicologo: vi spiego la sindrome del nido vuoto

25/05/2024

L’orologio corre veloce dopo la mezzanotte e il silenzio avvolge la casa. I genitori sono svegli, è una notte insonne. Si chiedono se abbiano fatto bene ad abbassare la guardia, se il mondo là fuori sia davvero sicuro. Ora quella bambina è una ragazza, quel bambino è adolescente, si sentono indipendenti.

 

La madre controlla ancora una volta il cellulare, nessun messaggio. Il padre si alza per guardare fuori dalla finestra. Entrambi temono le stesse cose: un incidente, una cattiva compagnia, una decisione sbagliata presa in un momento di leggerezza. Poi, finalmente, il rumore di chiavi nella serratura. I genitori si scambiano uno sguardo di sollievo, ma sanno che questa sarà solo una delle tante notti in cui l’ansia terrà loro compagnia.

 

L’ansia dei genitori è un sentimento universale, un filo invisibile che lega ogni madre e padre che attende il rientro dei figli, e che tornerà in maniera prepotente quando i figli se ne andranno di casa. È un misto di amore e paura, di desiderio di proteggere e necessità di lasciar andare. Ma è il prezzo da pagare per vedere i propri figli crescere, diventare indipendenti. Un prezzo che, nonostante tutto, sono disposti a pagare.

 

La sindrome del nido vuoto è uno dei momenti critici nella vita di una coppia, un periodo di transizione che può acuire il senso di solitudine. Quando i figli lasciano la casa per un periodo più o meno lungo, o vanno a vivere definitivamente per conto loro, i genitori affrontano un cambiamento stressante, può capitare che moglie e marito si sentano disorientati, e nella mente si affacciano sensi di colpa o perdita di autostima.

 

Secondo John Gottman, noto psicologo americano, “la transizione dalla vita familiare con i figli a un nido vuoto può mettere a dura prova la relazione di coppia. È importante affrontare questi cambiamenti con consapevolezza e apertura verso il partner per evitare di compromettere la relazione”.

 

Quando il figlio unico, o l’ultimo figlio, lascia la casa di famiglia, gran parte delle attenzioni tornano a concentrarsi sul rapporto di coppia. In questa fase è fondamentale mantenere una comunicazione aperta e sincera con il partner. Condividere i sentimenti può aiutare a rafforzare il legame affettivo e a trovare nuovi modi per organizzare la giornata. Inoltre, è importante coltivare nuovi interessi e hobby da condividere insieme, per evitare di farsi travolgere dalla monotonia. Organizzare viaggi o attività che permettano di trascorrere del tempo insieme può aiutare a mantenere vivo l’affiatamento tra coniugi. La frequentazione di gruppi di volontariato può avere una funzione antidepressiva.

 

Definizione

La sindrome del nido vuoto è uno stato di afflizione e nostalgia sperimentato dai genitori quando i figli vanno via di casa. Questo periodo può essere dominato da pensieri negativi. I genitori si ritrovano soli o con un partner con il quale potrebbero avere perso la sintonia. La sindrome colpisce spesso chi ha concentrato la propria identità esclusivamente sul ruolo di genitore, trascurando la propria individualità. La casa è più silenziosa, la routine quotidiana cambia.

 

Vincere l’insicurezza

Gli esperti, dicevamo prima, consigliano di affrontare apertamente i problemi con il partner, condividere le emozioni e cercare di sostenersi a vicenda. Occorre approfittare del tempo libero, pianificare viaggi o coltivare hobby, frequentate corsi o partecipare a eventi sociali. Ecco qualche suggerimento:

 

  • Corsi e Attività Culturali: Iscrivetevi a corsi di cucina, danza, pittura o fotografia. Queste attività non solo vi permetteranno di trascorrere del tempo insieme, ma vi daranno anche l’opportunità di imparare qualcosa di nuovo.
  • Attività all’Aperto: Escursioni, passeggiate in bicicletta o giardinaggio sono ottime opzioni. La natura e l’aria aperta possono rinvigorire la vostra relazione.
  • Viaggi e Weekend Fuori: Pianificate viaggi o weekend fuori città. Esplorate luoghi nuovi e create ricordi insieme.
    Supporto Sociale per Affrontare la Solitudine
  • Amici e Famiglia: Mantenete stretti legami con amici e parenti. Organizzate cene o serate insieme per combattere la solitudine.
  • Gruppi di Volontariato: Coinvolgetevi in attività di volontariato. Oltre a dare un senso di scopo, incontrerete altre persone con interessi simili.
  • Club o Associazioni: Unitevi a club o associazioni locali. Potete partecipare a gruppi di lettura, club di cinema o altre attività sociali.

 

In estrema sintesi, per concludere, la sindrome del nido vuoto può essere affrontata coltivando nuovi interessi, attività condivise, e cercando una sponda nelle amicizie e nel supporto sociale. Occorre ricordare che marito e moglie sono ancora una squadra, pronti a vivere insieme nuove esperienze, e devono lasciare i figli liberi di imboccare la loro strada.