Questo periodo, fra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, se da un lato ci porta un po’ di malinconia per le giornate che si accorciano e le serate fresche, da un altro è molto interessante per l’orto e il frutteto. Questo è un momento di transizione, infatti (e parliamo di prodotti non di serra, quelli si trovano tutto l’anno) possiamo gustare ancora ortaggi estivi, e qualche primizia di autunno. Fra i primi troviamo pomodori, zucchine, fagioli, fagiolini, piselli, radicchi, spinaci, coste, erbette. Approfittiamone, perché fra poco non potremo più farlo, a meno che non si abiti in località dove il clima è molto mite. Ma troviamo già anche tipici ortaggi che ci accompagneranno fino all’inverno e oltre, in primis i cavoli in tutte le loro varietà, come cavolfiori, cavolo verza, cavolo cappuccio, broccoli, cavolini di Bruxelles: ricchi di vitamina C, fibre e minerali, ci proteggeranno dai primi raffreddori. E poi la zucca, che potremo declinare in tutte le sue versioni: vellutate, zuppe, torte salate e dolci, biscotti, marmellate. Contiene molta acqua e apporta pochissime calorie (18 ogni 100 gr.).

È anche tempo dei primi carciofi, quelli detti autunnali o precoci, come il violetto pugliese. Il carciofo, povero di calorie ma ricco di ferro, sali minerali e alcune vitamine, è noto per le sue proprietà depurative ed è un toccasana per il fegato, poiché esplica un’azione epatoprotettiva e antitossica (riduce la concentrazione nel sangue di sostanze tossiche). Questa è anche stagione di finocchi, anch’essi dalle proprietà digestive, ma non solo: contrastano la formazione di gas intestinali e grazie all’anetolo calmano eventuali contrazioni addominali. Anche il finocchio ha proprietà depurative che riguardano sangue e fegato. Quindi un’insalata di carciofi e di finocchi sarà non solo ipocalorica (i finocchi apportano 9 calorie l’etto) ma depurativa e diuretica, ottima per la ritenzione idrica. E consumare spesso carciofi e finocchi aiuterà a depurarsi in caso di peccati di gola commessi d’estate.

Dall’orto al frutteto: uva, fichi, mele, pere e susine sono ancora di stagione. I fichi sono a volte sottovalutati, forse perché non sempre è facile reperirli, soprattutto a nord. Ed è un peccato, perché fichi e prosciutto rappresentano un’accoppiata vincente fantastica, un antipasto, o una merenda, che mette d’accordo grandi e piccini. I fichi sono non solo buoni ma interessanti da un punto di vista nutrizionale: hanno proprietà lassative, contengono calcio e antiossidanti, e forniscono energia immediata. Quanto a calorie, ne apportano 50 l’etto, meno dell’uva che ne ha 70.

E veniamo all’uva, regina dell’autunno, toccasana per la salute. Contiene zuccheri direttamente assimilabili (glucosio, fruttosio, levulosio, mannosio), quindi attenzione se si soffre di diabete. Ha proprietà antiossidanti, ricca com’è di flavonoidi che inibiscono la formazione dei radicali liberi dell’ossigeno (ROS) e l’ossidazione del colesterolo cattivo-LDL, causa dell’arteriosclerosi. Coscia, spadona, kaiser, william, Mastrantuono (una varietà campana): ecco le pere che troveremo in tavola in autunno e inverno. “Al contadino non far sapere quant’è buono il formaggio con le pere” è un vecchio detto sempre valido. Le pere sono ricche di vitamine, sali minerali, fibre, ed apportano 58 calorie per 100 grammi. Perfette insomma per bilanciare l’abbinamento coi ben più calorici formaggi, connubio gustosissimo dalle origini lontane, che si può rivisitare in chiave attuale servendo pere, formaggi, miele, composta di frutta, gelatine. E un grappolo d’uva, perché anche l’uva ben si abbina con il formaggio, soprattutto se di pasta morbida.

Gloria Ciabattoni