La ‘pancia da birra’ aumenta il rischio di morire di tumore alla prostata

Uno studio dell'Università di Oxford ha trovato un collegamento fra obesità e tumori alla prostata fatali: ogni 10 centimetri di girovita in più aumenta del 7% il rischio di morire per questa malattia

16/05/2022

Ironicamente la chiamiamo “pancia da birra”, ma non c’è molto da scherzare. Al di là del fattore estetico, l’obesità addominale – perché di questo si tratta – è conseguenza di uno stile di vita scorretto e possibile causa di molti problemi per la salute. Il catalogo annovera anche il tumore alla prostata: secondo un nuovo studio dell’università di Oxford, ogni 10 centimetri di girovita in più aumenta del 7% il rischio di morire per questa malattia.

 

I ricercatori hanno condotto la più vasta meta-analisi sull’argomento, incrociando i dati di 19 ricerche precedenti che coprivano 2,5 milioni di persone e le informazioni ricavate da una nuova analisi relativa a 200mila partecipanti alla UK Biobank. Nessuno di essi soffriva di tumore alla prostata all’inizio dello studio, quando sono state prese le misurazioni del loro indice di massa corporea (il BMI), della circonferenza della vita, del rapporto vita-fianchi e della percentuale di grasso corporeo. Le loro condizioni sono state monitorate per una media di dodici anni.

 

Guardando al numero di decessi occorsi nel frattempo, si è osservato che una maggiore quantità di grasso corporeo risultava correlata a una maggiore probabilità di morire a causa di questa malattia oncologica. Il rischio cresceva del 10% per ogni aumento di cinque punti del BMI, e del 3% per ogni aumento del 5% della percentuale totale di grasso corporeo. Un’associazione analoga è stata trovata anche per la pancia da birra – l’obesità addominale: il rischio cresceva del 6% per ogni aumento dello 0,05 del rapporto vita-fianchi, del 7% per ogni aumento di 10 centimetri della circonferenza della vita.

 

Se la correlazione appare evidente, lo studio non determina quale ne sia la causa. Le ipotesi includono vari meccanismi biologici, ma bisogna anche tenere conto che probabilmente l’obesità rende più difficile individuare il tumore alla prostata, arrivando a diagnosticarlo quando è già a uno stadio avanzato ed è quindi più difficile da trattare. “In ogni caso i nostri risultati forniscono un’altra ragione perché gli uomini provino a mantenere un peso sano“, conclude l’autrice principale Aurora Perez-Cornago.

 

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista BMC Medicine.