Frutta e verdura fanno bene alla mente
Frutta e verdura fanno bene alla mente

Milano, 23 febbraio 2020 - Non c’è l’alimento che ’previene’ con sicurezza il decadimento cerebrale. Ma le buone abitudini possono aiutarci: per preservare il cervello bisogna muoversi regolarmente, controllare il peso, mantenersi attivi ed informarsi. Ma anche a tavola si può fare qualcosa: non ci sono dubbi che un’alimentazione variata, ricca soprattutto di frutta e verdura, potrebbe aiutare a mantenere in forma il nostro sistema nervoso.

I vegetali sono ricchi di principi antiossidanti, potenzialmente in grado di contrastare lo stress ossidativo che aumenta la produzione della proteina beta-amiloide, che si deposita nel cervello in caso di malattia di Alzheimer. Inoltre un’alimentazione sana consente di limitare i potenziali fattori di rischio per problemi vascolari come infarto e ictus: quindi nutrirsi con alimenti che riducono il pericolo di danni alle arterie è sicuramente positivo anche per il contrasto alle malattie neurodegenerative. Per quanto riguarda l’Alzheimer, una ricerca condotta all’Università Rush di Chicago e pubblicata su Alzheimer & Dementia, arriva a proporre comunque una lista di ’buoni’ e un elenco di ’cattivi’, di cui non si dovrebbe abusare. Nella prima si trovavano verdure a foglie verde e non, noci e nocciole, frutta legumi, pesce, pollame, olio extravergine d’oliva e il classico bicchiere di vino, oltre a dosi robuste di frutti di bosco. Nell’altra le carni rosse, il burro e la margarina, i formaggi, i dolciumi e i piatti da fast food. Stando allo studio, privilegiando il primo gruppo di alimenti e limitando i secondi si potrebbe proteggere il cervello, riducendo il rischio di ammalarsi di malattia di Alzheimer in modo significativo. Quest’alimentazione rappresenta un mix tra la classica alimentazione mediterranea e il regime ’Dash’, specificamente consigliato per contrastare l’ipertensione. Lo studio ha reso in esame inizialmente 1500 persone, mediamente con più di 70 anni, seguendole in media per quattro anni e mezzo. La ’Mind Diet’ o dieta della mente, arriverebbe a dimezzare il rischio di andare incontro alla malattia degenerativa, un pizzico in meno rispetto alla dieta mediterranea rispetto alla quale appare comunque più facile da seguire, non fosse altro perché basta mangiare pesce una volta a settimana.

Nonostante le tante osservazioni che possono essere fatte su questo studio, in ogni modo, a ’beatificare’ i vegetali come importanti nella prevenzione sono arrivate altre ricerche che addirittura indicano alcuni cibi come davvero consigliabili. In particolare, in questo caso, l’attenzione si concentra sui flavonoli, composti antiossidanti che fanno parte della categoria più ampia dei flavonoidi. Stando ad una ricerca pubblicata su Neurology e condotta dall’equipe di Thomas M. Holland, dell’Università Rush di Chicago, che ha preso in esame quasi mille persone a 81 anni senza segni di degenerazione cerebrale legata all’Alzheimer, pare che anche in tarda età l’assunzione di cibi che contengono questi composti sia importante. Nei sei anni successivi all’inizio dello studio poco più di 200 persone hanno sviluppato la malattia neurodegenerativa, ma il rischio è risultato inferiore in chi assumeva quantità più elevate di flavonoli, o meglio di alimenti che ne contengono di più. Solo il 15 per cento di quanti consumavano regolarmente cibi ricchi di flavonoli ha sviluppato la malattia nel periodo di osservazione contro il 30 per cento osservato nella popolazione a basso introito di flavonoli. Cosa scegliere? Ad esempio cavolo riccio, fagioli, spinaci broccoli e tè. Senza dimenticare alcuni frutti, come pere, mele e arance. Oltre all’immancabile salsa di pomodoro.