Nutrirsi correttamente e muoversi con regolarità, fin da piccoli. L’attività fisica ed il controllo dell’alimentazione, seguendo i dettami della dieta mediterranea ma senza esagerare con l’introito calorico, sono basilari per il benessere. Ma quando lo stile di vita non basta a controllare il peso e si sfocia nell’obesità grave vera e propria, che mette a repentaglio il benessere dell’organismo, la parola può passare al bisturi. Una valida soluzione può quindi diventare un intervento di chirurgia bariatrica, o chirurgia dell’obesità, che aiuta i pazienti obesi con o senza altre malattie, ad ottenere significativi cali di peso. "Negli ultimi decenni, grazie all’introduzione di procedure laparoscopiche, è diventata più sicura e meno invasiva, – spiega Stefano Olmi, membro del consiglio direttivo della Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità (Sicob) e Responsabile dell’Unità Operative di Chirurgia Generale e Oncologica, Centro di Chirurgia Laparoscopica Avanzata e Centro di Chirurgia dell’obesità del Policlinico San Marco di Zingonia –. La chirurgia bariatrica è indicata a uomini e donne dai 18 fino ai 60 anni, con un indice di massa corporea (BMI con la sigla inglese) inferiore a 40 ma con almeno una comorbidità grave (ad esempio diabete mellito di tipo 2, sindrome delle apnee notturne, ipertensione, displasia dell’anca in attesa di protesi) e con BMI maggiore di 40 anche senza comorbidità identificando in questa categoria quella che viene chiamata obesità grave, come indicano le Linee Guida Sicob. Per alcuni pazienti è possibile affrontare questo tipo d’intervento fino a 65 anni, ma sempre dopo la valutazione di un team multidisciplinare che deve accertare il buono stato di salute generale del soggetto. Oggi, grazie all’adozione della tecnica laparoscopica, negli interventi di chirurgia bariatrica, si è inoltre in grado di diminuire i rischi di infezione e di formazione di ernie incisionali, il dolore post operatorio consentendo una più rapida ripresa generale del paziente".

Possibili complicazioni? "È fondamentale è rivolgersi a un centro qualificato dalla Sicob, dove si eseguono molti e diverse tipologie di interventi all’anno – riprende l’esperto –. Nel 95-97 per cento dei casi la chirurgia bariatrica non presenta complicanze: le più frequenti sono l’emorragia nelle prime ore dopo l’intervento, nel 2 per cento dei casi, e la fistola con incidenza sempre molto bassa (1-2 per cento)".

Federico Mereta