Età critica, età ingrata? Sicuramente complessa perché l’adolescenza è la fase fondamentale del cambiamento, il momento dell’affermazione della propria personalità che va di pari passo con la contestazione degli adulti, da sempre considerati ‘i vecchi’, anche oggi che sembrano perennemente giovani. È un periodo di trasformazione psico-fisica, ritmata da sconvolgimenti ormonali, durante il quale ogni adolescente si focalizza sull’immagine di sé: attraverso la propria percezione, quella che gli rimanda lo specchio e i social. "L’adolescenza inizia con la comparsa dei primi segni di pubertà (nelle femmine a circa 10 anni, nei maschi 2-3 anni dopo), mentre la fine è controversa: la si considera intorno ai 18 anni… anche se per qualcuno non finisce mai", afferma Paolo Brambilla, pediatra di famiglia ATS, Città Metropolitana di Milano. L’alimentazione in adolescenza è fondamentale per la crescita e spesso rappresenta anche uno dei tanti aspetti critici: attraverso il cibo i ragazzi controllano lo sviluppo del corpo e dichiarano anche la propria indipendenza. Infatti, se alcuni adolescenti emulano la dieta dei genitori, altri vogliono seguire una via opposta per affrancarsi.

Dunque è fondamentale controllarne la dieta, per la loro salute presente e futura. "Per maschi e femmine sono diversi i cambiamenti portati dalla pubertà, nelle caratteristiche sessuali del corpo e nella psiche. Una diversa composizione del corpo, tra tessuto grasso e magro – già presente prima – si accentua marcatamente, con prevalente aumento della massa muscolare su quella adiposa nel maschio e al contrario nella femmina – sottolinea Brambilla –. Il cambiamento della parte ossea è cruciale e meno noto: tra 10 e 20 anni la parte minerale (calcio) delle ossa aumenta notevolmente in entrambi i sessi raggiungendo il massimo dell’intera esistenza (si chiama appunto ‘picco di massa ossea’). Questo picco è influenzato dallo stile di vita, dallo sport e dall’alimentazione: più è alto e più si sarà protetti dall’osteoporosi nelle età successive. Ci sono anche dei fattori genetici alla base, comunque la salute delle nostre ossa negli ‘anta’ si decide tra 10 e 20 anni!".

"Una dieta completa e varia garantisce di soddisfare i bisogni nutritivi: alimentarsi con almeno 30 cibi diversi che appartengano ad ogni categoria (verdure, carboidrati, proteine e frutta) è in genere sufficiente. Molti adolescenti però, proprio in questo periodo, assumono comportamenti alimentari che sono rischiosi, soprattutto se protratti nel tempo. È evidente che una carenza di proteine, di calcio o ferro (per segnalare le più importanti) non è compatibile con i cambiamenti attesi in adolescenza e può avere conseguenze negative sulla salute presente e futura", prosegue il medico. "L’alimentazione influenza anche il sonno, che in adolescenza è già messo a dura prova dagli spostamenti fisiologici dei ritmi del corpo che avvengono su base ormonale, a cui si aggiungono i condizionamenti sociali (chat, social, serie tv: purtroppo l’adolescenza è raramente il momento del ‘buon senso’ ma non è la sola età a rischio per questi aspetti (molti adulti si staccano con difficoltà del loro smartphone). Un’alimentazione ricca di cibi pesanti e stimolanti (thè, cioccolato, caffè, bevande energetiche) fa rimandare all’adolescente l’appuntamento con il sonno".

Anoressia e bulimia sono un discorso a parte, molto serio, che durante l’adolescenza manifestano il loro picco di incidenza. Da tenere distinto dai comuni errori alimentari dell’adolescente alla ricerca di sperimentazioni. Si tratta di disturbi del comportamento alimentare che possono avvenire per imitazione, ma che presuppongono un disagio psicologico importante.