Controllo della pressione arteriosa
Controllo della pressione arteriosa

Come un killer silenzioso non si fa notare, ma può colpire seriamente, aprendo il varco a gravi malattie soprattutto cerebro e cardiovascolari. Mostra tutta la sua pericolosità quando appaiono i segni clinici dei danni provocati: ictus cerebrale, infarto, insufficienza renale ed altre malattie. Allora si scopre anche di avere la pressione alta. «La pratica quotidiana evidenzia spesso – conferma Giancarlo Casolo, direttore dell’Uoc di cardiologia dell’ospedale della Versilia e presidente regionale Toscana dell’Associazione nazionale dei medici cardiologi ospedalieri - la scarsa consapevolezza dei pazienti di fronte alle insidie dell’ipertensione arteriosa, spesso non adeguatamente trattata. Non è una malattia vera e propria, ma favorisce effetti nefasti, come nel caso di ictus, infarto e scompenso cardiaco». Anche l’Organizzazione mondiale della sanità ha rivolto più volte l’attenzione sull’ipertensione arteriosa, suggerendo un regolare controllo della pressione sanguigna, cioè la pressione esercitata dal sangue sui grossi vasi sanguigni, sotto la spinta del cuore.

Quando si misura la pressione si considerano due valori la massima (sistolica), con il cuore contratto e la minima (diastolica), con il cuore dilatato. La misurazione della pressione si effettua di solito al braccio destro, in posizione seduta, utilizzando lo sfigmomanometro a mercurio e il fonendoscopio. È consigliato un corretto utilizzo dello strumento di misurazione e di effettuare almeno due misurazioni, a distanza di qualche minuto l’una dall’altra.

Il 'Progetto cuore sulla popolazione italiana per il 2018-2019' dell’Istituto superiore di sanità (Iss), stima che in Italia almeno 15 milioni di persone presentino una pressione arteriosa superiore o uguale a 160 mmHg o siano in trattamento con farmaci antiipertensivi.

Viene considerata 'normale' una pressione sistolica inferiore a 120 mmHg e una pressione diastolica inferiore a 80 mmHg. Si entra nel livello di attenzione con una pre-ipertensione, una pressione sistolica compresa fra 120 e 140 mmHg o una pressione diastolica compresa fra 80 e 90 mmHg. Si parla di ipertensione arteriosa quando i valori della pressione sistolica superano i 140 mmHg o quelli della pressione diastolica i 90 mmHg. La prevenzione ed i controlli si rivelano un’arma efficace per scongiurare l’ipertensione arteriosa. Dati gli effetti, anche in condizioni normali è consigliabile misurare la pressione arteriosa almeno una volta all’anno.

«Il cuore è un motore straordinario - afferma Roberto Ferrari, direttore del Dipartimento di scienze mediche dell'Università di Ferrara e coordinatore scientifico del progetto Ferrara, città della prevenzione - che gira giorno e notte 365 giorni l’anno per tutta una vita. Ma per assurdo portiamo più spesso l’auto a fare i tagliandi che non il motore della nostra vita. Data l’importanza che riveste all’interno dell’organismo è fondamentale sottoporsi regolarmente, soprattutto dopo una certa età, ad alcuni esami specifici».

Opportuno rispettare corretti stili di vita, oltre all’abolizione del fumo, necessaria una corretta alimentazione, tenere sotto controllo il peso, ridurre lo stress. È anche utile moderare il sale nel cibo. Troppo sale può alzare la pressione arteriosa, anche più dell’età, come di solito si pensa.