Foto: Imgorthand / iStock
Foto: Imgorthand / iStock

L’inquinamento, specialmente nelle grandi città, sta toccando vette sempre più preoccupanti e continua a influire negativamente sulla salute delle persone. Tra i più colpiti, secondo il rapporto State of Global Air dell’Health Effects Institute e dell’Institute for Health Metrics and Evaluation, sono i bambini di tutto il mondo, la cui aspettativa di vita media si è abbassata di circa 20 mesi a causa di un’aria sempre più irrespirabile.

NESSUNO ESCLUSO
Lo State of Global Air 2019 rappresenta l’ennesimo allarme riguardante gli effetti dell’inquinamento sulla vita dei cittadini. Sul rapporto si legge che l’aspettativa di vita media dei bambini, per via dello smog, si è ridotta di 30 mesi nell’Asia del sud, di 23 mesi nell’Asia dell’est, di 24 mesi nell’Africa subsahariana e di 18 mesi nell’Africa del nord e in Medio Oriente. L’America Latina è ferma a 9 mesi, mentre Europa e America del Nord a 5. La media globale, appunto, è di 20 mesi. Dunque nessuno è escluso, anche se ci sono zone del mondo dove il pericolo risulta molto più urgente ed evidente.

L’INQUINAMENTO CAUSA PIÙ VITTIME DEGLI INCIDENTI
Nel 2017 l’inquinamento dell’aria ha causato circa una morte su dieci: una responsabilità che, secondo il report, è più alta rispetto a quella della malaria, degli incidenti d’auto e del cancro al seno e ai polmoni. Solamente la cattiva alimentazione (e tutte le sue conseguente sulla salute), gli altri tipi di tumori e il tabacco mietono più vittime dello smog.






Nello State of Global Air 2019, inoltre, si nota un altro fenomeno allarmante: l’inquinamento atmosferico causa il 41% dei decessi globali per via di malattie polmonari ostruttive croniche. La percentuale si abbassa al 20% per il diabete di tipo 2, al 19% per il cancro ai polmoni e al 16% per la cardiopatia ischemica. “Non esiste una formula magica: i governi devono agire”, ha dichiarato Robert O 'Keefe, vice presidente dell’Health Effects Institute.