A letto con l'influenza (Ansa)
A letto con l'influenza (Ansa)

Roma, 20 febbraio 2020 - L'influenza stagionale 2020 è in fase di remissione, il numero di contagi - infatti - è in calo: il picco è alle spalle, mentre sale quello dei casi gravi (118 persone) e dei morti (24 casi). Nell'ultima settimana 656.000 italiani sono finiti a letto, per un totale, da metà ottobre a oggi, di circa 5.632.000 casi. A monitorare la situazione dei contagi e fornire aggiornamenti è il bollettino di sorveglianza epidemiologica Influnet, a cura dell'Istituto superiore di sanità (Iss).

Il picco è alle spalle

Ci si è finalmente lasciati il picco alle spalle, che ha avuto il suo acme tra la fine gennaio e inizio febbraio, con 12,8 casi per mille assistiti. Il livello di incidenza dell' influenza stagionale, nella settimana dal 10 al 16 febbraio, è stato di intensità media, con 11 casi per mille assistiti. Le regioni maggiormente colpite sono state: Lombardia, Marche, Abruzzo e Basilicata. Per quel che riguarda invece i casi gravi, ovvero i quadri clinici che hanno registrato complicanze e ricoveri in terapia intensiva - secondo il bollettino Flunews da inizio stagione ne sono stati segnalati 118, di cui 24 deceduti

La mortalità totale, durante la 6a settimana del 2020 "è stata lievemente inferiore al dato atteso", secondo i dati Iss. Durante la settimana settimana di sorveglianza virologica, rimangono prevalenti i virus di tipo A (68%), in particolare appartenenti al sottotipo A(H3N2). Nel complesso, dall’inizio della stagione ad oggi, i ceppi A(H3N2) hanno rappresentato il 58% dei ceppi A sottotipizzati.

Sintomi e decorso

Nonostante l'influenza stagionale stia quindi rallentando, il rischio di essere contagiati permane. Ecco quali sono i sintomi tipici che includono l'insorgenza improvvisa di febbre alta, tosse e dolori muscolari. Altri sintomi comuni includono mal di testa, brividi, perdita di appetito, affaticamento e mal di gola. Possono verificarsi anche nausea, vomito e diarrea, specialmente nei bambini. La maggior parte delle persone guarisce in una settimana o dieci giorni, ma alcuni soggetti (quelli di 65 anni e oltre, bambini piccoli e adulti e bambini con patologie croniche), sono a maggior rischio di complicanze più gravi o peggioramento della loro condizione di base.