Roma, 28 dicembre 2019 - L'influenza non sta a guardare le feste, e anzi sembra quasi voglia accanirsi: nella settimana prima di Natale il virus ha messo a letto la bellezza di 247mila persone, che vanno ad aggiungersi alle tante già colpite. Il totale s'avvicina a 1,4 milioni, per la precisione 1.360.000 casi nella stagione. 
Piccola consolazione, per i febbricitanti: finora non è stata un'influenza particolarmente aggressiva, dice il presidente della Società Italiana di Medicina Generale (Simg) Claudio Cricelli, anche se poi aggiunge: "Con l'ondata di freddo in arrivo ci aspettiamo un forte aumento dei casi nelle prossime settimane, soprattutto al Sud".

Il bollettino di sorveglianza epidemiologica Influnet, a cura dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), rileva che nella settimana dal 16 al 22 dicembre 2019, in Italia l'incidenza totale è stata pari a 4 casi per mille assistiti. A esserne colpiti maggiormente i bambini sotto i cinque anni, nei quali si osserva un'incidenza fino a 3 volte maggiore. I casi scendono invece a 2 per mille assistiti tra gli over 65, i più protetti dal vaccino antinfluenzale. 

L'andamento della curva epidemica è "sovrapponibile a quello della scorsa stagione". Quanto alle Regioni più colpite, per ora stanno tutte al centro-nord: Valle d'Aosta, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Marche e Abruzzo

SIntomi e complicanze dell'influenza

I sintomi sono quelli di sempre: febbre dai 38 gradi in su, dolori muscolari, spossatezza, mal di testa e raffreddore o tosse. In genere passa tutto con qualche giorno di riposo. Il virus, però, può facilitare l'ingresso nell'organismo ad altri batteri. Secondo il rapporto di sorveglianza integrata FluNews Italia, sempre a cura dell'Iss, sei persone sono state ricoverate in terapia intensiva a causa di infezioni respiratorie acute collegate all'influenza e, di queste, due sono decedute. Dei sei casi gravi, cinque avevano condizioni di rischio preesistenti, come diabete, obesità, malattie cardiovascolari o respiratorie. 

Vaccino antinfluenzale, fino a quando si può fare

I malati cronici, con gli anziani, sono infatti le persone più a rischio di complicanze e, per questo, sono i principali destinatari della campagna che permette di esser vaccinati gratuitamente dal proprio medico di famiglia. A farlo nel 2018 sono stati poco più del 53% degli over 65, a fronte del 72% della Gran Bretagna. "Sul trend delle vaccinazioni di quest'anno - spiega Cricelli - attendiamo che le Asl rendano noti i numeri dei vaccini erogati e di quelli restituiti. Sappiamo però che le dosi messe a disposizione sono aumentate quest'anno del 5%, questo indica che c'è stata maggior richiesta da parte dei medici".
La campagna vaccinale termina il 31 dicembre. Tuttavia chi non ha provveduto può provare ancora a chiederlo al proprio medico di famiglia. Spesso infatti rimangono delle scorte, che possono esser somministrate per qualche settimana prima del ritiro. 

Antibiotici? No, lavarsi le mani

Poiché il virus si trasmette attraverso goccioline di saliva, altra importante misura di prevenzione, si ricorda sul portale del ministero della Salute, è il lavaggio accurato delle mani. Mentre a nulla servono gli antibiotici, pertanto non vanno assunti a meno che non prescritti dal medico, ovvero qualora vi sia il sospetto di infezioni batteriche sovrapposte a quella influenzale.