In Italia ogni anno sono circa 120mila le persone colpite da un infarto extraospedaliero
In Italia ogni anno sono circa 120mila le persone colpite da un infarto extraospedaliero

Ogni anno, in Italia, circa 120mila persone vengono colpite da un infarto extraospedaliero, e tra queste circa 25mila muoiono prima di arrivare in ospedale. Prevedere con precisione l’insorgenza di un evento cardiovascolare analogo è pressoché impossibile, ma grazie all’intelligenza artificiale (IA) la scienza sta facendo importanti passi in avanti. Esiste infatti un ramo dell’IA, chiamato apprendimento automatico, in grado di individuare dei fattori ambientali (come le condizioni meteorologiche) che possono costituire una specie di sistema di allerta precoce, così da incrementare le possibilità di sopravvivenza dei pazienti a rischio.

D’inverno e nei giorni festivi aumentano gli infarti

Ad approfondire l’utilità dell’apprendimento automatico nel prevedere gli arresti cardiaci è stato uno studio pubblicato sulla rivista Heart. I ricercatori hanno utilizzato l’apprendimento automatico (conosciuto anche come machine learning), un insieme di meccanismi che permettono a una macchina intelligente di migliorare le proprie prestazioni nel tempo, per analizzare 525.374 casi di infarto riferiti al periodo 2005-2003. Grazie al machine learning, i ricercatori hanno scoperto che il rischio di infarto tende ad aumentare la domenica, il lunedì e nei giorni festivi (ancora non si sa il motivo); altri fattori di rischio evidenziati sono stati l’inverno, le basse temperature e gli sbalzi di temperatura negli ambienti interni.

Intervenire con la massima tempestività

"Le previsioni del tempo della settimana successiva possono fungere da avvisi di emergenza cardiovascolare per le persone a rischio infarto”, ha detto il dottor David Foster Gaieski della Thomas Jefferson University. Secondo gli autori dello studio è importante informare a dovere i soggetti a rischio sul fatto che determinate condizioni meteorologiche possono influire negativamente sulla salute cardiovascolare. In questo modo i pazienti rimangono più vigili per, eventualmente, recarsi in ospedale alla minima avvisaglia.
Stando ai dati italiani del 2012, la mortalità tra chi ha un infarto e si reca in ospedale in tempo sfiora l’11%: intervenire il prima possibile e non sottovalutare alcun sintomo è fondamentale. È importante specificare che il modello predittivo emerso dallo studio è applicabile alla popolazione di tutti i paesi sviluppati, in quanto la ricerca ha analizzato un campione molto esteso e osservato dati meteorologici completi.