di Alessandro Malpelo

La frutta è meglio consumarla lontano dai pasti? E andrebbe mangiata anche la buccia? Quesiti sempre attuali che il grande divulgatore Piero Angela ha rilanciato recentemente in tv. L’apparato digerente è in grado di assimilare diverse varietà di cibo durante lo stesso pasto. Tre frutti al giorno sono una scelta azzeccata, anche subito dopo i pasti principali. Lo conferma la nutrizionista Elisabetta Bernardi, che con Daniela Franco ha affrontato questi temi nella rubrica “La scienza in cucina” per SuperQuark.

Dottoressa Bernardi, che cosa troviamo nella buccia della frutta?

"In generale nella buccia abbiamo quantità maggiori di vitamine, minerali, fibre e antiossidanti. Si consideri che il 30% della quantità di fibra totale di una mela si concentra nella buccia. La fibra oltre a contribuire al senso di sazietà e alla regolarità intestinale, è utile per l’equilibrio della flora batterica".

E cosa ci perdiamo consumando solo la polpa?

"Con la rimozione delle bucce si rinuncia a una delle parti più ricche di nutrienti della pianta. Pensiamo all’uva rossa, nella buccia si trova il resveratrolo. Similmente il licopene del pomodoro si concentra maggiormente nella parte più esterna. Pesche e albicocche contengono più del doppio degli antiossidanti nella buccia. Negli agrumi, nella scorza delle arance, gli antiossidanti addirittura triplicano. Le bucce delle mele rosse sono particolarmente ricche di antociani, in quelle gialle abbiamo i carotenoidi, nel caso delle mele verdi la luteina".

Come orientarsi nella scelta?

"Sotto il profilo della sostenibilità, è preferibile puntare su frutta di stagione e ortaggi italiani, che giungono sulle nostre tavole con emissioni di anidride carbonica nettamente inferiori per le ridotte distanze da percorrere. In questa stagione abbiamo l’anguria, che contiene licopene, stessa sostanza presente nel pomodoro. Come frutta giallo arancione citiamo il melone, che è ricco di betacarotene".

Chi deve limitare il consumo di frutta?

"Una certa moderazione è richiesta alla persona con diabete, e nei casi di fegato grasso".

Precauzioni igieniche da osservare a tavola?

"La frutta distribuita al consumatore dovrebbe essere già a residui zero, si consiglia il lavaggio accurato per rimuovere la carica microbica ed eventuali residui di fitofarmaci. Una volta pulita, la frutta è pronta, digeribile e adatta in qualsiasi momento della giornata. La frutta è ideale d’estate, reidratante e poco calorica, può sostituire egregiamente un dessert. Pensiamo alle fragole, agli agrumi, al kiwi; questi e altri prodotti naturali, ricchi di vitamina C, consumati a fine pasto, favoriscono l’assorbimento del ferro. Inoltre le varietà contenenti flavonoidi apportano sostanze capaci di ridurre lo stress ossidativo".