Il serpente robotico ultra sottile (Foto: MIT/YouTube)
Il serpente robotico ultra sottile (Foto: MIT/YouTube)
Un robot "serpente" talmente agile e sottile da riuscire a nuotare nelle arterie più piccole e remote del corpo umano. Lo hanno inventato alcuni ingegneri del MIT (Massachusetts Institute of Technology), che nel descrivere la loro invenzione su Science Robotics parlano della possibilità di utilizzare la tecnologia in ambito medico, per trattare pazienti colpiti da ictus o aneurismi.

Corsa contro il tempo

"L'ictus è la quinta causa di morte e una delle principali cause di disabilità negli Stati Uniti", spiega il professore associato del MIT Xuanhe Zhao, "trattandolo entro i primi 90 minuti circa, i tassi di sopravvivenza dei pazienti aumentano in modo significativo". Tuttavia, gli interventi per eliminare tempestivamente i coaguli di sangue nel cervello presentano spesso delle complicazioni. Da qui l'idea di progettare un dispositivo capace di i ntrufolarsi nei vasi sanguigni e liberarli dall'interno, con l'obiettivo di scongiurare danni cerebrali permanenti.

Ultra sottile, flessibile e facile da controllare

Il filo robotico del MIT si basa su anni di ricerca sugli idrogel che trattengono l'acqua, nonché sui materiali stampati 3D che sfruttano i magneti per strisciare e saltare. Il serpente può infatti contare su un rivestimento in idrogel che mantiene il suo corpo filiforme completamente liscio, riducendo l'attrito di oltre dieci volte. Uno strato più interno dotato di proprietà magnetiche consente invece al chirurgo di manovrare il dispositivo da remoto, facendolo scorrere all'interno del corpo umano. Il cuore del robot è realizzato in una lega di nichel-titanio, che dona la flessibilità necessaria per insinuarsi nei pertugi più stretti e poi tornare alla forma iniziale. In tutto, il diametro del filo misura meno di un centinaio di micrometri.

Chirurgia robotica del futuro

I ricercatori hanno testato la tecnologia su una replica in silicone e a grandezza naturale dei vasi sanguigni del cervello, con tanto di coaguli e un liquido simile al sangue. I primi esperimenti hanno dato riscontri incoraggianti, sebbene il tutto si sia svolto per ora in un contesto molto più semplice rispetto a un intervento in sala operatoria su un corpo umano. Secondo il MIT, questi robot minuscoli e di natura morbida aprono la strada a una nuova era della chirurgia robotica, che permetterà di curare lesioni un tempo inaccessibili e in modo poco invasivo.