di Ciro

Vestita

L’amore non conosce né età né classe sociale. Per dirla con Virgilio: “Amor omnia Vincit“ (l’amore vince sempre).

Nel 1850 Il Maresciallo Josep Radetzky era l’uomo più potente e stimato dell’impero austroungarico. Con la vittoria sugli italiani nella battaglia di Custoza (prima guerra di Indipendenza) egli diventò il pupillo dell’imperatore e di tutti gli Austriaci. Un grande riconoscimento per una vita non facile: nascendo, aveva perso la madre che morì di parto, e pochi mesi dopo perse anche il padre. A trent’anni sposò la nobile Francesca Romana Von Grafenberg, che gli aprì la porte della corte e quindi del potere. Fu lei a presentarlo al musicista Johan Strauss che compose la celeberrima Marcia di Radetzky, che da allora inaugura il capodanno viennese.

Da Francesca ebbe 8 figli ma a suo dire non fu mai grande amore. Infatti, finita la carriera militare abbandonò Vienna e andò a vivere a Milano.

La scintilla di Cupido scoccò per lui alla veneranda età di 71 anni, allorché si innamorò della sua lavandaia, la giovanissima Giuditta Meregalli, che gli diede ben 4 figli. Il maresciallo prima di morire la sposò con un matrimonio morganatico (non riconobbe cioé i figli), probabilmente per proteggerli dal potere e dalle possibili rivalse della sua precedente famiglia.

Per Josep probabilmente gli anni passati con la sua Giuditta furono i più belli; passavano le serate nelle locande milanesi gustando tutta la cucina povera della Milano del tempo: ossobuco, risotto alla milanese, ma soprattutto la ’cassouela’, stufato di carne con verza: tutti piatti ben lontani dalla monotona cucina di corte fatta di arrosti e champagne.

Attualmente molti di questi piatti stanno ritornando di moda; in primis l’ossobuco, pietanza con una marcia in più: il midollo infatti presente nell’incavo dell’osso è ricchissimo di Vitamina B12 e di ferro, molecole utilissime nei bambini e nelle donne in gravidanza; il tutto considerando che frattaglie, ossibuchi, bolliti, costano davvero poco e, in questo periodo, risparmiare è d’obbligo.