di Letizia Cini

Lo chiamano Zoom face e coinvolge uomini e donne. Il ricorso ai ritocchi di bellezza, in tempi di lockdown, è cresciuto in maniera esponenziale: fino al 20-25%, assicurano gli esperti. Da Firenze lo conferma la dottoressa Milena Di Vito Francesco (www.dvclinic.it), specialista in Chirurgia Vascolare e Chirurgia Estetica con 16 anni di esperienza alle spalle.

Dottoressa, a cos’è dovuta la voglia di vedersi bene, pur costretti fra quattro mura?

"È un insieme di cause: un po’ il periodo, che porta a essere melanconici, quindi desiderosi di prendersi cura della propria immagine, che comunque – visto il ricorso al telelavoro – viene amplificata sugli schermi. Inoltre la convalescenza, i postumi dovuti a un intervento di chirurgia estetica si smaltiscono stando a casa, magari tenendo su la mascherina per camuffare. Poi il fatto di aver dovuto obbligatoriamente risparmiare su generi voluttuari (viaggi, concerti, cinema, ristoranti), è una spinta a dire: ora investo su me stesso".

Quali sono gli interventi più richiesti?

"Molte persone, rivedendosi in video durante i meeting in remoto, non si piacciono: il desiderio è quello di ringiovanire il viso".

Già, il trucchetto di piazzare la telecamera del cellulare e del computer a livello più alto del viso, in modo che non si vedano troppo la parte bassa e il collo, non basta: e allora?

"Il grasso, da sempre criminalizzato quando ’troppo’, può diventare il migliore alleato per chi vuole apparire più fresco, sfruttando inoltre il potere rigenerativo delle cellule staminali".

Si riferisce a “lipofilling“ e “nanofat“?

"Esattamente, si tratta della nuova frontiera della medicina rigenerativa che, grazie alle moderne tecniche e strumenti di ultima generazione, conferma nel tessuto adiposo un elisir di bellezza senza tempo".

Che differenza c’è fra le due procedure?

"La differenza riguarda lo stato nel quale il nostro filler naturale (che deve comunque essere prelevato e trattato) viene utilizzato per ’riempire: il ’nanofat’ si avvale di microstrumenti in grado di separare e filtrare il grasso fino a ottenere emulsioni oleose ricchissime di cellule staminali, e viene adoperato a scopo rigenerativo soprattutto sul viso, comprese le zone delicatissime come le piccole rughe intorno alla bocca, le labbra e le occhiaie, con l’obiettivo di migliorarne il turgore e la qualità della pelle".

Nel caso del lipofilling?

"Per spiegare meglio il concetto, introduciamo in termine ’liposcultura’, operazione sinergica fra le procedure di chirurgia estetica di viso e corpo, che permette di eliminare in modo definitivo il grasso localizzato e di rimodellare la silhouette del corpo, in tempi di Covid appesantita dal cambio dello stile di vita, più casalingo e sedentario. Il grasso prelevato servirà per il lipofilling, che consente di ripristinare i volumi di viso, seno, polpacci, glutei prelevando le cellule adipose del paziente e re-iniettandole là dove serve. Non solo. Sfruttando il potere rigenerativo delle cellule staminali si ottiene una rigenerazione del tessuto ricevente, contrastando i fenomeni dell’invecchiamento cutaneo".