Due colpi di tosse, nell’oscurità. Si apre così ’Contagion’, pellicola del 2011 di Steven Soderbergh che sembra girata in questi giorni segnati dall’emergenza Coronavirus. Le somiglianze con la situazione attuale sono inquietanti, anche se la mortalità del virus del film è paragonabile a quella della peste nera: contenuto nella saliva di un pipistrello, il morbo, che attacca polmoni e sistema nervoso, inizia a diffondersi dall’Asia (Hong Kong), decimando il nutrito cast, a partire da Gwyneth Paltrow e Kate Winslet. Le modalità di diffusione sono quelle dell’influenza: gli inconsapevoli untori vengono seguiti in varie città, nei luoghi pubblici, sui bus e i metrò, stretti alle loro famiglie, e l’ansia nello spettatore sale. Soderbergh riflette anche sull’aspetto mediatico del racconto dell’epidemia, attraverso la figura di un blogger senza scrupoli (Jude Law). Non è un caso che, nelle scorse settimane, ’Contagion’ abbia moltiplicato i noleggi online: una sorta di esorcismo collettivo della paura.

Del resto, le immagini che arrivano dalle zone-focolaio – le piazze vuote a Wuhan, ma anche i cordoni sanitari attorno a Codogno e dintorni – rimandano ai tanti film di genere apocalitticocatastrofico, hollywoodiani e non, in cui l’umanità viene colpita da virus sconosciuti. Un precursore è sicuramente ‘La città verrà distrutta all’alba’ (1973) di George Romero, in cui una piccola località americana viene colpita da un’epidemia che scatena la follia nelle persone. Si tratta di un’arma batteriologica sfuggita al controllo dei militari. Il governo non vuole che l’opinione pubblica ne venga a conoscenza, ed è disposto a sacrificare la popolazione, circondando il paese con l’esercito e minacciando l’uso di una piccola atomica. Ma alcuni fuggitivi complicheranno i piani di generali e politici. Il film, che all’epoca fu un flop, ha avuto un remake nel 2010.

Nel 1995, il tema della pandemia viene trattato in ‘Virus letale’ di Wolfgang Petersen. Una mutazione dell’Ebola arrivata dall’Africa attraverso una scimmietta si diffonde negli Stati Uniti: in prima linea a combattere c’è Dustin Hoffman, ma anche qui i militari cercheranno di insabbiare le loro responsabilità. Dello stesso anno è il fantascientifico ‘L’esercito delle 12 scimmie’, di Terry Gilliam (ispirato al cortometraggio ’La jetée’ di Chris Marker) : nel 2035, il detenuto Bruce Willis viene mandato indietro nel tempo per scoprire l’origine di un morbo che ha annientato il 99% della popolazione mondiale. Il titolo del film deriva dal nome del gruppo di ecoterroristi principali indiziati del contagio, ma la verità è ben diversa. Restando sui film ‘infettivi’, il sito Imdb segnala ‘The flu – Il contagio’, recente disaster movie sudcoreano di Kim Sung-su in cui Seul viene devastata dall’influenza aviaria.

Poi c’è una categoria di film post-apocalittici o simili in cui il morbo trasforma le persone in zombie, spesso veloci, rabbiosi e assetati di sangue. Il contagio si diffonde generalmente con il morso degli infetti. Un ottimo esempio di questo genere è ‘28 giorni dopo’ di Danny Boyle (2002): stranianti le scene in cui uno spaesato Cillian Murphy si risveglia in ospedale e poi vaga in una Londra totalmente deserta.

Nel 2007 è la volta di ’Io sono leggenda’ di Francis Lawrence (tratto liberamente dal romanzo di Richard Matheson), in cui Will Smith fa parte dell’1% di umani sopravvissuti a un’epidemia di morbillo geneticamente modificato, che rende le persone simili a vampiri. Nella New York svuotata in cui il protagonista lotta per sopravvivere, cervi e animali feroci scappati dallo zoo hanno, di fatto, ripristinato il primato della Natura sull’uomo.