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I segreti della dieta dei centenari, colazione salata e pasti distanziati

Allungare l’intervallo fra cena e pranzo del giorno successivo riduce lo stress del sistema immunitario

30/10/2022

Al congresso della Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione (SISA) che si è tenuto a Roma, alla Sapienza, è stato presentato uno studio dell’Università di Teramo sugli anziani in Abruzzo che ha analizzato le caratteristiche dei pasti in relazione alla longevità. Circa il 90% della popolazione sopra i novant’anni, centenari compresi, consuma una colazione generosa preferibilmente salata, e lascia un lungo intervallo di riposo dell’apparato digerente, anche 17 ore tra la cena e il pranzo successivo, riducendo così lo stress del sistema immunitario e del metabolismo.

 

Altri approfondimenti hanno evidenziato l’importanza della dieta mediterranea come fattore di protezione nei confronti di varie malattie infettive, a partire dal Covid. Novità infine sui prodotti alimentari a base di insetti commestibili: potrebbero affermarsi anche in Europa in quanto dotati di proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.

 

“Le raccomandazioni nutrizionali sono note a tutti – sottolinea Mauro Serafini, professore ordinario all’Università di Teramo – eppure nel mondo ci sono quasi due milioni di persone sovrappeso. Dobbiamo identificare dei principi che riducano i fattori di rischio cardiovascolare durante il pasto. Anzitutto, mai mangiare tardi la sera, per evitare lo stress infiammatorio, restando in linea con i ritmi della giornata; inoltre, si dovrebbero associare a ogni pasto frutta, verdura, legumi, perché contribuiscono a ridimensionare i trigliceridi e la risposta infiammatoria ossidativa”.

 

“Studi recenti collegano i benefici della dieta mediterranea alla protezione da malattie infettive e alla risposta ai vaccini in virtù dell’impatto dell’alimentazione sul sistema immunitario – sottolinea la Stefania Maggi, dirigente di ricerca CNR, Istituto di Neuroscienze, Padova – sono tantissimi i lavori pubblicati sul rischio di infezione da Covid e di gravità della malattia molto maggiore nei pazienti obesi rispetto al resto della popolazione. Inoltre, la malnutrizione rende meno efficaci anche i vaccini contro pneumococco o influenza: una dieta corretta permette una risposta al vaccino superiore rispetto a chi presenta carenze nutrizionali. Le cause sono molteplici: il minore assorbimento della dose vaccinale, l’infiammazione cronica associata all’obesità, la carenza di micronutrienti”.