Nel 2008 Gustavo Pietropolli Charmet pubblicava da Laterza la prima edizione (poi periodicamente ristampata) di ‘Fragile e spavaldo: ritratto dell’adolescente di oggi’ che fotografa una situazione tuttora attuale. "In presenza di una bassa autostima - riepiloga l’autore - la delusione prende spesso le forme della spavalderia, che è un’altra faccia della fragilità". Sulla tematica, a cui l’autore si è applicato per mezzo secolo, è uscito più di recente per Solferino Edizioni ‘Il motore del mondo’ che affronta le implicazioni di una parola-chiave come vergogna.

"Il padre che si presenta disarmato sulla scena familiare e crea un rapporto molto affettivo e poco etico, crea nella generazione successiva un’assoluta mancanza di rispetto per l’autorità, un apparente maggiore coraggio, senz’altro intraprendenza, ma anche la mortificazione per un insuccesso. Ci si sente umiliati se non si riceve l’approvazione del gruppo di riferimento, se non si ha successo sui social. Si riversa nella sfera pubblica, il sentimento della vergogna che una volta riguardava, per esempio, la sessualità. Non esiste più il senso di colpa, a una buona azione non corrisponde più un premio, un riconoscimento del merito, così come non si viene castigati se si disobbedisce. Il valore risiede nella realizzazione di sé, da perseguire indipendentemente dalla possibilità effettiva di raggiungere ideali spesso irrealizzabili. E anche il fallimento di aspirazioni irragiungibili viene vissuto con vergogna".

L. B.