Un vuoto durato 14 anni, che ha costretto tante coppie a viaggi oltre confine per avere un figlio ricorrendo alla fecondazione eterologa. "Il 2015 è stato l’anno della liberalizzazione in Italia, dopo il divieto della legge 40 nel 2004", spiega Alfonso Maria Irollo, ginecologo specializzato in tecniche che prevedono il ricorso a un donatore di spermatozoi o di cellule uovo.

Un tema difficile tornato alla ribalta dopo l’inchiesta trasmessa da Report su Raitre. "Attualmente tutte le banche ed i centri europei, italiani compresi, sono sottoposti a controlli e verifiche periodiche da parte delle Asl e di una sezione qualificata del Centro nazionale trapianti – chiarisce il medico –. Ogni donazione è corredata da un codice che identifica l’atto e il momento della donazione, la donatrice e il centro in cui sono stati prelevati gli ovociti". Di questi gameti che spesso arrivano dall’estero per la carenza di donatori italiani, si conoscono le indagini genetiche e infettivologiche.

L. C.